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 Press/Rassegna Stampa

  21  Settembre 2011
Eco-cucinare sul web - Ospite dell’incontro l’azienda vinicola Cascina i Carpini, che ha abbinato agli assaggi due vini naturali di loro produzione: Rugiada del Mattino e Sette Zolle.
Eco-cucinare

Eco-cucinare sul web
L'eco-foodblogger Lisa Casali presenta Cucinare in lavastoviglie
Mercoledì 21 settembre nell’ambito dell’e-festival | Social Media Week, Lisa Casali ha raccontato il suo modo di diffondere il tema della riduzione dell’impatto ambientale in cucina attraverso Blog, Facebook e Twitter ed ha presentato, attraverso uno showcooking, il suo progetto Cucinare in lavastoviglie, un rivoluzionario metodo di cottura che sfrutta il vapore della lavastoviglie e che il 28 settembre sarà disponibile in libreria grazie ad Edizioni Gribaudo.
Durante lo showcooking, realizzato con una lavastoviglie Electrolux, è stato cucinato un cuscus con zucchine, cipollotto, pesto, basilico e menta. Ospite dell’incontro l’azienda vinicola Cascina i Carpini, che ha abbinato agli assaggi due vini naturali di loro produzione: Rugiada del Mattino e Sette Zolle.

Lisa Casali è un’eco-foodblogger trentenne che collabora con Electrolux anche per il progetto Panda Club 2011 /2012 “Nutrire il Pianeta”.
Le sue due grandi passioni sono l’ambiente e la cucina. Laureata in Scienze Ambientali e con un Master in Management Ambientale, Lisa Casali lavora come specialista in rischi inquinamento e, nel tempo libero, come chef non professionista. E’attiva online con il blog Ecocucina sul quale pubblica ricette e consigli per mettersi ai fornelli senza buttare via niente.
E’ autrice di due libri primo La cucina a impatto (quasi) zero (Gribaudo 2010) affronta in particolare il tema della riduzione degli sprechi in cucina e dell’utilizzo di quello che normalmente si butta via (fino al 20% dei prodotti acquistati). Il secondo volume “Cucinare in lavastoviglie”, (Gribaudo, 2011) è invece un innovativo manuale (primo al mondo) per imparare a cucinare sfruttando il calore dell’acqua di lavaggio dei piatti. L’idea è, infatti, di cuocere una grande varietà di pientanze mentre si lavano le stoviglie sporche. In questo modo si riducono i consumi di acqua ed energia e si cuoce a bassa temperatura preservando le proprietà nutritive degli alimenti ed esaltando al massimo profumi e gusto con consistenze degne dell’alta cucina. Una piccola rivoluzione alla portata di tutti che permette di cuocere piatti buonissimi a impatto zero. Collabora con diverse testate come Lifegate, Valore Alimentare e Il Fatto quotidiano, dove tiene un blog dedicato al cibo e all’alimentazione dal punto di vista ambientale. Protagonista nella stagione 2011-2012 del programma Mattina in Famiglia su RAI 1 con la rubrica Ecocucina, in diretta tutti i sabato mattina verso le 8.50.




  15  Settembre 2011
Cascina I Carpini (164). Area Professionisti Vinicantine
Sono un appassionato vignaiolo sui Colli Tortonesi, Piemonte, Italia. Assieme alla mia famiglia mi occupo della cura delle vigne, della creazione dei vini e della loro commercializzazione.

Per inclinazione caratteriale sono portato ad massimo rispetto delle risorse naturali del pianeta e per questo motivo oltre ad adottare una politica di coltivazione che salvaguardia fauna e flora, anche tutte le operazioni di cantina vengono svolte in regime di basso impatto ambientale grazie anche all'impiego delle fonti rinnovabili.
Tutti i vini che facciamo sono delle vere Cru, ottenuti da procedimenti di vinificazione naturali di sole uve perfettamente sane esclusivamente provenienti da filari di proprietà gestiti dalla famiglia.
Ogni millesimo di annata esprime in maniera differente le caratteristiche del territorio coniugandole ai sentori tipici delle varietà presenti nella vigna.
Sono vini puliti, eleganti, franchi, immediatamente piacevoli se bevuti subito e contemporaneamente portati per il lungo invecchiamento.
Il nostro modo di lavorare rispecchia fedelmente la filosofia di vita che abbiamo scelto e prevede di non intervenire sul vino, ma di creare e controllare le condizioni ambientali entro le quali esso nasce, cresce, matura ed invecchia.
Nelle nostre vigne sono impiantate le migliori varietà autoctone della zona.
Barbera, Croatina, Freisa, Nebbiolo, Albarossa, Cortese, Moscato, Malvasia, Timorasso, così come otteniamo dell'ottimo pinot nero, merlot e cabernet sauvignon.
Usiamo molto il web 2.0 con l'intento di portare la nostra attività, la nostra cantina, noi stessi ed i nostri vini nel cuore di chi ci segue.
Amiamo il contatto, lo scambio di informazioni continuo che la rete ci consente di avere colmando quelle distanze che spesso potrebbero essere dei limiti.




  21  Luglio 2011
Una Giornata Alla Cascina I Carpini E Aspic Di Lychees Al Chiaror Sul Masso
Della Cascina I Carpini vi avevo già parlato tante volte nel blog precedente ma dato che tutti i post sono andati persi, bhè…ve ne riparlo! Anche perchè siamo andati giusto domenica a fare una gita da quelle parti! La zona nello specifico è quella dei colli tortonesi e devo dire che il panorama mi lascia sempre senza fiato. E’ uno scenario così rilassante, totalmente immerso nella natura e nella tranquillità!

l patron della Cascina I Carpini è Paolo Carlo Ghislandi che potete trovare sui vari social network e che vi consiglio di conoscere perchè è un vero personaggio Come sempre è stato ben lieto di farci provare i suoi vini direttamente dalla botte e di spiegarci con passione ed entusiasmo tutto il lavoro che sta dietro ad un bicchiere

Scopriamo così che ben due esperimenti bollono in…”botte”. Il primo è un Albarossa (incrocio fra Nebbiolo e Barbera mi si dice). Il risultato? Assolutamente eccellente! Un vino corposo, strutturato e di grande intensità! Il secondo esperimento invece mi lascia più perplessa, almeno al naso. Si tratta di un Ancellotta che, Paolo Carlo ci spiega, solitamente si usa per la produzione dell’aceto balsamico. Ha pochi zuccheri e acidità sbilanciata e per questo raramente si vinifica. Appena ce ne versa un bicchiere il sentore, fortissimo, è quello dello zolfo e io credo che pochi lo trovino piacevole. Ossigenando un pò il vino però l’odore svanisce e rimane solo un nettare dolcissimo, quasi un rosso da dessert. Una gradevolissima sorpresa!

Ma è giunta l’ora di pranzo e ci spostiamo alla Cascina Cabella per un pranzo degno di un matrimonio, che in effetti nel giardino c’è! Salumi, antipasti, risotto ai funghi, ravioli alla salsa di noci, arrosto, roast beef, formaggi e frutta…Come potete immaginare la visione di tale banchetto dopo 1 mese di dieta mia ha travolta completamente, facendomi dimenticare completamente le foto!

E ovviamente ad ogni portata abbiamo abbinato un vino della Cascina I Carpini, partendo dal Timorasso spumante fino ad arrivare alla grappa. Paolo Carlo non ci fa mancare niente!

Una giornata speciale come tutte quelle passate in questa bella vigna! Paolo Carlo poi è un vulcano di iniziative e di simpatia perciò vi conviene andarlo a trovare per conoscere lui e i suoi vini! Io intanto vi lascio un’idea originale per stupire i vostri ospiti utilizzando il Chiaror sul masso, il timorasso spumante della Cascina I carpini!




  11  Giugno 2011
A Cascina I Carpini, per testare sul campo il manuale per enoturisti
Che bell'invito quello che ci ha fatto Paolo Ghislandi: "Venite nel mio vigneto e in cantina (Cascina I Carpini) così proviamo sul campo il vostro Manuale di Conversazione per Enoturisti (info qui)".

L'occasione si incastra perfettamente con la Vinix Unplugged Conference (12 giugno) e Terroir Vino (13 giugno): Cascina I Carpini è sulla nostra strada per Genova, e la curiosità di testare sul campo la metodologia di visita che proponiamo nel manuale è davvero tanta. Per il sottoscritto ed Elisabetta Tosi sarà senz'altro un modo diverso dal solito per presentare il manuale a chi vorrà unirsi a noi.

Appuntamento per sabato 11 giugno, alle 15.30, a Cascina I Carpini a Pozzol Groppo (AL) [mappa]. Di seguito maggiori dettagli sull'evento.

11 GIUGNO 2011 ore 15:30 - 17:30 Cascina I Carpini - Ingresso gratuito con prenotazione - Manuale di Conversazione per Enoturisti

Come possono gli eno-turisti che visitano un'azienda cogliere meglio i "segnali della qualità" del vino dall'ambiente che osservano? Cosa osservare e come decodificare ciò che appare, quali domande porre, come interpretare le risposte ? Sono queste le domande che hanno motivato due preparatissimi autori, Elisabetta Tosi e Giampiero Nadali a scrivere e pubblicare il Manuale di Conversazione per Enoturisti.

Un opera che ci piace perché completa ed esalta gli investimenti che le cantine di qualità compiono ogni giorno per informare il pubblico e renderlo il più possibile consapevole di fronte alle scelte che compie in fatto di qualità dei vini. Per questo motivo, unito alla stima personale verso gli autori, che siamo onorati di potervi invitare alla presentazione ed alla prova sul campo, sabato pomeriggio in loro compagnia. E' necessaria la prenotazione direttamente rispondendo a questa email o con i canali usuali.

Il pomeriggio prevede la presentazione del libro da parte degli autori Elisabetta Tosi e Giampiero Nadali e la conseguente "prova sul campo", dove noi di Cascina I Carpini, ci presteremo volentieri ad essere meglio compresi attraverso le indicazioni contenute nel libro. Non mancherà la degustazione guidata dei vini, gli assaggi dalle vasche e un piccolo rinfresco con prodotti tipici del territorio.

Cascina I Carpini è sita in Pozzol Groppo (AL) [MAPS] e si trova vicino a Tortona (AL) , per chi è diretto all'Evento Terroirvino a Genova si trova praticamente di strada da quasi tutto il nord Italia e potrebbe rappresentare un occasione per spezzare il viaggio.




  01  Dicembre 2010
LaVinium - I Carpini - Se l'intero vigneto Italia fosse stato creato con questi presupposti...
Se l'intero vigneto Italia fosse stato creato con questi presupposti...

Il percorso che ha intrapreso sin dall'inizio l'azienda I Carpini, sita a Pozzol Groppo nell'area Doc Colli Tortonesi, nasce da un principio che dovrebbe governare il pensiero di tutti, il rispetto dell'ambiente in cui viviamo. Il fatto stesso che ci siano sempre molti opportunisti (detto in modo delicato) che, senza farsi alcuno scrupolo, sono pronti a spacciarsi per naturalisti quando si accorgono che questo può significare soldi facili, deve farci riflettere, non possiamo dare per scontato che ci sia una coscienza collettiva, che tutti tendiamo al vivere sano e onesto, altrimenti il mondo non sarebbe in mano all'industria.
Paolo Carlo Ghislandi non conduce né in modo biologico né biodinamico l'azienda, non la "vende" come bio, non ha certificazioni, ma ha ragionato seguendo una logica ben precisa, sin da quando, a fine anni '90, ha deciso di investire tutte le sue energie ed aspirazioni nel vigneto: seguire l'andamento dell'ecosistema, in ogni suo aspetto. Cosa vuol dire? Semplice. Un territorio trova le condizioni migliori per esprimersi e svilupparsi in modo equilibrato e duraturo solo se considerato in tutte le sue componenti. Come una società che funziona, dove tutti hanno un ruolo e diventano indispensabili gli uni agli altri, e solo la somma dei componenti che formano la società dà il risultato migliore e l'armonia.
Come ci racconta Paolo: "Ad esclusione di un'unica vigna che era già presente sul territorio dal 1926, di cui abbiamo anche qualche tralcio in franco di piede, tutte le altre vigne le ho impiantate io a partire dal 1998 su terreni che erano a erba da almeno 15-20anni. Così ho potuto progettare ogni singola vigna tenendo in considerazione fattori ambientali e pedoclimatici quali forza e direzione del vento, clima, composizione del terreno, frequenza di precipitazioni, storicità parassitaria. La scelta delle varietà, della densità di impianto, della loro esposizione, del tipo di impianto e del suo orientamento è stata fatta in virtù di una visione olistica delle attività di vinificazione all'interno di un ecosistema equilibrato". Per questa ragione l'azienda ha mantenuto il bosco che circonda le vigne a nord-ovest con investimenti addirittura superiori alle vigne stesse, poiché rappresenta una barriera naturale al trasporto di agenti patogeni, protegge dalle rigidità climatiche e fa da ricettacolo per la fauna predatrice di alcuni precursori di patologie della vite.
Continua Paolo: "Lo sforzo è inteso a creare le condizioni per le quali l'attività di vitivinicoltura si svolga in ambiente il più favorevole possibile al suo autoequilibrio, con conseguente abbattimento degli interventi diretti sull'uva o sul mosto. La stessa cantina è concepita per condurre fermentazioni spontanee controllate solo agendo sui fattori ambientali, non tutti i vini sono fatti così perché non tutte le annate e le fermentazioni lo consentono, ma l'impegno è teso a migliorare sempre". Piena consapevolezza, dunque, senza per questo avere la presunzione di aver trovato la soluzione a tutti i problemi a cui ogni giorno la natura ci sottopone, ma un metodo sì, un sistema che migliora nel tempo, che si rinforza e impara a difendersi con i propri mezzi. "Le vigne sono state concepite (da qui nasce la nostra idea di vini d'arte) per dare ciascuna un vino solo e vengono vendemmiate e poi le uve fatte fermentare ciascuna nella propria vasca, senza alcun assemblaggio. Quindi il carattere del vino nascituro è già stato progettato e definito prima, all'atto dell'impianto selezionando e contando ad una ad una, ceppo per ceppo, le varietà da inserire nella vigna (esattamente come si faceva una volta). Vini d'arte dicevo... perché per farlo abbiamo fatto analisi sensoriale sulle bucce delle varietà di uva e sulle loro micro vinificazioni fino a riuscire a tradurre in "colori" le sensazioni di ciascuna. Ecco perché l'etichetta del Bruma d'Autunno ha quei colori ed il Sette Zolle ne ha altri, ogni bottiglia è un quadro dove vengono fuori le "tonalità" riferibili alla varietà presente ed alla sua misura... come i colori sulla tela".
In cantina i tempi di maturazione, elevazione e affinamento non sono standardizzati, ma ad ogni nuova vendemmia seguono l'andamento e le necessità dell'annata: "...i vini devono divenire pronti senza forzature, e questo lo sanno solo loro e ce lo dicono solo loro...". I risultati si possono toccare con mano, e non sono casuali, ma frutto di oltre un decennio di prove e sperimentazioni condotte su base scientifica e su base empirica




  30  Novembre 2010
Semplicemente Uva
Semplicemente Uva è l’ultimo arrivo di eventi legati al vino “naturale” a Milano. Purtroppo in concomitanza con un altro evento del vino naturale: La Terra Trema. Che due eventi che hanno protagonisti vini e produttori “naturali” si svolgano nello stesso week-end può non sembrare una coincidenza e forse non lo è (leggi sul blog di Corrado Dottori e sul sito di La Terra Trema).

Così incuriosito da questo nuovo evento sabato ci ho passato una buona mezza giornata. Prezzo d’ingresso molto alto per i visitatori, che almeno nella giornata di sabato lo hanno abbastanza disertato. Delle persone presenti la maggior parte erano operatori.
Il sistema di ticket poi sembra abbia scoraggiato l’acquisto (ed i produttori erano pochi propensi a fare i “bigliettai”).

Comunque buon livello dei produttori presenti e dei vini, anche se alcune scelte mi sono sembrate discutibili (come mettere in degustazione l’ultima annata di Trebbiano Valentini, totalmente non pronto ed aperto da neanche un’ora).



Tra i produttori presenti anche molti di quelli che avevamo incontrato a Fornovo ad inizio mese, quindi mi sono dedicato a quelli che non conoscevo o di cui non assaggiavo i loro vini da tempo.

Tra i vini bianchi da segnalare: Trebbiano 2008 di Emidio Pepe, Ribolla 2005 Radikon, Dettori Bianco 2007, Derthona 2007 Claudio Mariotto, Clos de La Coulée de Serrant 2008 (bono, bono e bono), ___________Rugiada del Mattino Cascina Carpini,____________Chassagne Montrachet 2009, Costa del Vento Massa, Coste di Riavolo San Fereolo (un bianco da riesling e gewurztraminer a Dogliani veramente notevole), L’Orlando Le Barbaterre, Soave Vigne della Brà 2008 Filippi, Catarratto 2008 di Guccione.

Tra i rossi, grande sorpresa per i Dolcetto di San Fereolo che ancora non conoscevo, su tutti il 2004, ma anche le altre annate veramente notevoli. Poi la conferma di un grande Brunello di Montalcino: il Paradiso di Manfredi 2004, il Barolo Cannubi 2004 di Barale, Camartina 2007 di Querciabella, Chateau Musar 1998.




  25  Novembre 2010
The Art Wines of Cascina Carpini
This is a post about many things: courage, tenacity, creativity, passion, continuous improvement and, of course, wine. But, more on all that as we go. For now, allow me to point out something which I learned long ago: individuals who possess all of those traits mentioned above are very often driven, intensely creative people. In other words, Artists.

That’s a good place to begin our discussion, I think – the artist:
Meet Paolo Carlo Ghislandi of Cascina Carpini, wine producer and creative force behind that estate’s collection of “vini d’arte” or art wines. Paolo acquired Cascina Carpini, located in the Tortona Hills of Italy’s Piedmont, back around 2000 and has pursued a vision of wine that includes some important words and ideas – I’ve selected a few of them from Paolo’s writings:
Soul. Imagination. Body. Life. Natural. Feelings. Emotions. Tradition. Silence. Spirit. Art.
In a wine world that seems to place high value upon objectivity about wine, those words are ones of courage and passion. They are words reflecting a cerebral, aesthetic side of wine capable of expressing beauty, evoking emotion and stirring personal reflection.
AKA: Words of Art.
Beginning with words like those above, Ghislandi makes good effort to provide us with rich context for sharing his conception of wine: he bestows upon his wines names like Brezza d’Estate and Bruma d’Autunno, meaning Summer Breeze and Autumn Mist, respectively; bottles are elegantly adorned with uniquely artistic labels and literature verse giving clues about the spirit and mood of each wine; and Ghislandi’s transparency on the social Internet gives us additional visibility into the wine production cycle, harvest etc., and perhaps as importantly, Ghislandi the producer, the artist, shares something of himself.
That effort…is important. It is vital. Because context, in both art and wine, Matters. Listening to Vivaldi’s Four Seasons, knowing that it is a collection of musical compositions about the natural world, gives the music deeper meaning. I better appreciate its structure and subtleties. I am closer to the composer’s intentions, to what he was thinking. Ghislandi seems to understand this phenom.
The Rare Timorasso
Timorasso, once widely cultivated in Piedmont, suffered when many Timorasso vineyards were replanted with other varietals during post-phylloxera times. A handful of determined Piemontese producers passionate about Timorasso’s potential have continued to work and improve the varietal in the area of Colli Tortonesi and, hopefully, sparking a broader revival.
I believe Cascina Carpini is already making a great contribution to the rediscovery and appreciation of Timorasso, bringing it to the attention of a wider audience with two incredibly interesting wines:
Chiaror Sul Masso & the Timorasso Sparkling Tasting Panel (TSTP)
Inspired by his Brezza d’Estate, a still wine made from Timorasso, Paolo was intrigued by the idea of producing a sparkling Timorasso. Following his creative intuition, Paolo bottled the sparkling Timorasso using grapes from the 2008 harvest. Providing 50 bottles for tasting samples, he launched the Timorasso Sparkling Tasting Panel (TSTP) via the social Internet, an initiative inviting comparisons, comments, suggestions, feedback, etc., about the wine, a panel in which I have participated:
Tasting Notes / Impressions:
A pale straw yellow color, the wine, when first poured, showed some yeast aromas, most of which blew off in 10-15 minutes time. The nose surrendered delicate, interesting suggestions of stone fruit, apple, pineapple. Some yeast transferred to the palate, distracting a bit from more subtle flavors of bread crust, tart apple and saline. Fine effervescence gave good attack in the mouth. Over time, green apple emerged, accompanied by recollections of cream and honey, all underscored by vibrantly crisp, clean minerality. A nutty, pleasant bitterness on the finish.
Chiaror Sul Masso is produced using the Charmat-Martinotti method, with fermentation carried out at controlled temperature in stainless steel and undergoing a re-fermentation in autoclave.
In the spirit of feedback, as a participant in the TSTP, I think that Chiaror Sul Masso debuts as an incredibly promising “version 1” wine, a sleeping giant. With refinement of the yeast tone/s, the wine’s delicate and subtle beauties will be perceived with even greater clarity… and the giant will awake. I look very much forward to tasting version 2 of this visionary wine.
Food Pairing Suggestions:
With regard to food pairing, the wine’s amazing balance of dryness / sugar allows for interesting flexibility at table: I enjoyed it with spaghetti and anchovy, and I would appreciate it with lobster risotto, mussels and frites, or paired with stir-fried Asian dishes of white meat, tofu, and / or vegetables. It would be stunning with delicate trout fillets and sliced almonds. Yet, the wine was also great and delicious company to dry apple cake and cookies !
I had the pleasure of tasting 5 other wonderful wines from Cascina Carpini, under normal tasting circumstances, ie, not associated with the TSTP:
Brezza d’Estate 2008
Tasting Notes / Impressions:
A luminescent, pretty color of summer straw. On the nose, a complex collage of aromatics: apricot, plum, fig, almond, hazelnut, savory florals and herbs. Seductively viscous and full bodied on the palate, flavors of peach, apple, and honey orbit around a brilliant counterpoint of creaminess and stoney minerality. The wine easily keeps its 14% alcohol in balance, impressively well structured. Spectacular, long finish, that echoes of horehound accented with citrus.
Brezza d’Estate is produced from 100% hand harvested, slightly overripe Timorasso grapes. Fermentation is carried out in stainless steel followed by a course of bottle ageing.
Food Pairing Suggestions:
FISH: try your favorite fish fillets with black olives and anchovy sauce; bouillabaisse; artichokes stuffed with slivers of ham and black olives; mussels with garlic, parsley, melted butter; scallops in creamy saffron sauce; elegant seafood terrine; APPETIZERS: hot bacon and egg salad served on escarole or endive; crudités with garlic-caper mayonnaise; omelet with oysters and cubed ham; MEATS: whole chicken roasted with carrots, onions and thyme; pan-fried chicken, pork or veal with herbs de Provence; PASTA: lasagne with zucchini and tarragon bechamel; linguine with peppers and oregano; spaghetti with tuna; VEGETARIAN: warm goat cheese tart with carmelized onions; roasted beet & green bean salad with walnut vinaigrette; braised tempeh and vegetables served with lemon-coconut sauce; swiss chard and potatoe pie; CHEESES: this wine was super delicious paired with French Morbier cheese; also try herbed cheeses, perhaps an herbed goat cheese.
Rugiada del Mattino 2008
Tasting Notes:
Golden straw yellow with peach, persimmon, hay, flowers and minerals on the nose. A honey lined palate brings lip smacking flavors of peach jam, mountain herb and golden raisin. Very clean in the mouth with distant notes of citrus and stoney minerality. A long, persistent finish.
Rugiada del Mattino is produced from late harvest Favorita and Cortese with other allowable varietals. Aged in stainless steel.
Food Pairing Suggestions:
MEATS: sliced chicken or turkey served with lemon, parsley and caper sauce; FISH: tripe or mussel soup; stuffed escargot; baked fish with tapenade, bread crumbs and tomato; baked fish with sliced potato, garlic, olive oil or cream; PASTA: farfalle with cubes of ham, pine nuts and torn basil; penne with goat cheese and fresh chives; EGGS: omelette with escargot, ham and walnuts; ; asparagus omelette; VEGETARIAN: Goat cheese quiche served with cabbage and walnut salad; eggplant halves stuffed with bread crumbs, dried herbs, anchovy; vegetable gratins; marinated, grilled mushroom caps slathered with basil pesto; tart or pizza with goat cheese, carmelized onions and nicoise olives.
Sette Zolle 2007
Tasting Notes / Impressions:
Gemstone ruby color with crimson-orange highlights. Massively clean mixed berry fruits on the nose, hints of cardamom. Mouth-watering tart raspberry dominates on a bright palate alive with good acidity and hints of conifer. Medium body, good density and structure. Finishes with good flavor and length.
Sette Zolle is produced from Barbera (85%) with smaller percentages of Cabernet Sauvignon and Croatina. Fermented in stainless steel followed by several months of bottle ageing.
Food Pairing Suggestions:
MEATS: mixed boiled meats served with onion sauce; veal scallopine with green olives and mushrooms; pork cutlets with served tapenade sauce; roast chicken wrapped with bacon and anchovy; PASTA: rigatoni or similar served with ragu of minced meat, mushroom, or tripe; VEGETARIAN: pizza with carmelized onions and gorgonzola; pastry pie of swiss chard, roasted peppers, emmentaler cheese.
Falò d’Ottobre 2006
Tasting Notes / Impressions:
Ruby color saturated with blueberry and orange highlights. Gorgeous aromatics of bramble, dried flowers and spice. Warmer in the mouth than Sette Zolle with rich, intense flavors of tart berry fruit, hints of cocoa, black pepper, and well-controlled vanilla. Good structure, acidity, and appealing tannins. A complex, memorable finish.
Falò d’Ottobre is produced from Barbera (85%) with smaller percentages of Freisa and Cabernet Sauvignon. Fermented in stainless steel, aged in French oak 7-8 months followed by additional ageing in bottle.
Food Pairing Suggestions:
MEATS: braised short ribs; veal stew with mushrooms; pork sausages served with hot roasted chestnuts; rabbit with mustard sauce or with black olives and thyme; PASTA: penne with lamb or sausage ragu; baked pasta stuffed with cheese served with minced meat ragu; VEGETARIAN: tempeh and mushroom fricassee; risotto with root vegetables; soft polenta with white bean ragu.
Bruma d’Autunno 2005
Tasting Notes / Impressions:
Dense garnet color with overlapping orange hues. Expressive scents of berry jam, plum, forest floor, leather, tobacco and spice transfer to an emollient, sensual palate showing hints of milk chocolate, vanilla, pine, and pepper. Round flavors and broad structure, finishing with satisfying inner mouth aromas of raisin and fruit cake.
Bruma d’Autunno is produced from 100% Barbera. Fermented in stainless steel, aged for 14 months in French oak followed by an additional 12 months of bottle ageing.
Food Pairing Suggestions:
MEATS: sautéed duck breast with cherries; liver pate; roast beef or veal served with juniper berry and mushroom sauce; veal wrapped with bacon and roasted with carrots & onions; lamb chops served with anchovy, garlic and tomato sauce; PASTA: baked pasta stuffed with cheese served with minced meat ragu; rigatoni with lamb ragu; VEGETARIAN: baked polenta served with melted fontina sauce or mushroom ragu; rigatoni with cauliflower, walnuts, and raisins.
Find out more about the Cascina Carpini’s Timorasso Sparkling Tasting Panel initiative on VINIX at http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=4474




  17  Novembre 2010
Repubblica.Espresso - Laura Rangoni - Pane al Pane
Un piemontese in Emilia. Anzi, due

Capita che un amico che fa vini sui colli tortonesi, Paolo Ghislandi di Cascina I Carpini, ti inviti a Castelvetro, splendido paese medioevale in provincia di Modena, dove ho spesso trascorso momenti belli nella mia gioventù. E che, a mò di sfida, complice un altro piemontese, voglia fare un gioco molto pericoloso: abbinare i suoi vini al cibo emiliano/piemontese. Come resistere?

Così, con alcuni collaboratori, e con il Presidente del Club dei Sorbaristi (in incognito) sono andata a trovare Gianluca ed Elisabetta, ai Cinque Sensi, un bel locale nuovo, nel cuore antico di Castelvetro. Che un piemontese venga a fare lo chef nel profondo del territorio modenese è già di per sé un atto coraggioso, sapendo quanto sono (e siamo...) talebani gli emiliani in fatto di cibo. Mi conforta il fatto che a "giudicare" vini e abbinamenti ci sia un sommelier "vero", di AIS Modena, Adriano Rioli, che ha scritto le note di degustazione che riporto. Così almeno stavolta non mi si accuserà di parlare sempre bene dei "vinacci" degli amici...




  10  Novembre 2010
L'azienda agricola Cascina Carpini sorge su dolcissime colline a cavallo tra la Val Curone e la Valle Staffora.
Dalle vigne, fino alle piante non da frutto, nulla è lasciato al caso. Cascina Carpini ha realizzato una nuova collezione “Vini d’Arte”: una raccolta di vini prodotti nella piena naturalità. Un processo che unisce la tradizione alla tecnica attraverso il rispetto della terra e della la vite.

L'azienda agricola Cascina Carpini sorge su dolcissime colline a cavallo tra la Val Curone e la Valle Staffora.
Nelle giornate terse il colpo d'occhio è fantastico: la vista si estende dal Monviso alle Alpi Giulie. Svetta a Nord Ovest il Monte Rosa. In mezzo si estende la pianura padana.
E' una zona dove si incontrano 4 regioni (Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna) ed il territorio è caratterizzato da colline con boschi di roveri e castagni, frutteti e vigneti.
Il titolare, coltiva due vigneti autoctoni: Barbera e Timorasso. La Barbera tortonese è frutto, acidità e vigore che richiede tempo. Il Timorasso è il principe dei bianchi piemontesi. E' un vitigno tipico delle colline tortonesi, che ha conosciuto un lungo periodo di abbandono preferendo i viticoltori dedicarsi a vitigni caratterizzati da produttività più elevata.
L'azienda agricola Cascina Carpini lo ha riscoperto e ci offre un vino pregiato bianco corposo e di buona struttura, dai profumi fruttati e floreali molto delicati.
Dalle vigne, fino alle piante non da frutto, nulla è lasciato al caso. Cascina Carpini ha realizzato una nuova collezione “Vini d’Arte”: una raccolta di vini prodotti nella piena naturalità. Un processo che unisce la tradizione alla tecnica attraverso il rispetto della terra e della la vite.
I filari sono disposti da Est e risalgono verso Ovest lungo la collina. Con il tramonto la temperatura si abbassa velocemente formando una brezza che scorre fresca lungo i filari. L'umidità, causa della proliferazione di batteri e parassiti, evapora e la vite cresce in un microclima salubre. Il risultato è un minore intervento fitosanitario, uva più sana e ricca. senza l'utilizzo di antiparassitari.
A fianco dei filari sorge un lauro gigante, albero dai profumi inebrianti che è il ricettacolo di uccelli che vengono richiamati dal bosco e si diffondono lungo le vigne mangiando i parassiti. Lo stesso vale per le rose e per i nidi per i volatili posizionati all'inizio di ogni filare.
Molte sono le caratteristiche del territorio e le accortezze nella coltivazione che rendono particolare il vino:
ogni anno vengono tagliate le radici di superficie. Le viti sono quindi spinte a portare le radici nella profondità del terreno.
A 15 metri c'è una falda di acqua termale. Se le piogge sono eccessive, l'acqua penetra verso il basso e viene trascinata via dalla falda senza ristagnare. Se il clima è secco, la terra si spacca e l'umidità dalla falda risale verso la superficie.
A Nord Ovest della vigna è presente un bosco che la protegge dai venti più freddi.
I primi filari in prossimità del bosco sono coltivati con uve cabernet sauvignon: leggermente più speziate rispetto alle altre uve ed anche più aspre data la prossimità al bosco che ne rallenta la maturazione. Le uve di cabernet sono le prime che i cinghiali incontrano quando escono dal bosco. Le assaggiano, non le apprezzano perché aspre e speziate, e risparmiano il resto delle più dolci uve di barbera e timorasso.
La cantina è interrata per avere temperatura costante tutto l'anno e fresca in estate, riducendo al minimo l'utilizzo di energia elettrica per la refrigerazione.




  29  Ottobre 2010
Happy hour Chiaror sul Masso
SPIEDINI DI POLLO FRITTO ALL’AMERICANA & Chiaror Sul Masso

Vi racconto la storia di come un bel giorno Paolo Carlo Ghisaldi ebbe l’idea…

Lui, da produttore di vino della Cascina i Carpini un bel giorno era lì a Pozzol Groppo tutto intento alla lavorazione del suo Brezza d’Estate ragionava sul fatto che le sole uve di Timorasso vinificate in purezza potevano dar vita a qualcosa di diverso, di più estroso, senza dubbio originale. Quindi cominciò a balenare nella sua testa un idea o un dubbio, come lo definì lui:
il fatto che con le uve timorasso si potesse realizzare uno spumante.

Da quel giorno seguendo la sua intenzione si dedicò al progetto, pensandoci la notte lavorandoci il giorno e coltivando la speranza che il risultato sarebbe stato apprezzato. Dopo due anni era pronto!
Aveva “costruito” il suo: Chiaror sul Masso, un Vino Bianco Spumante Brut da uve Timorasso della vendemmia 2008.

Decise così di scrivere sull’ etichetta:

“Spandea il suo chiaror per ogni banda
la sorella del sole e fea d’argento
gli arbori ch’a quel loco eran ghirlanda” Giacomo Leopardi – Cantica 1816

Da lì le bottiglie neo-nate sono partite e acquistato giorno dopo giorno maggiore fama. Tramite Andrea di Percorsi di Vino (con il quale ho anche assaggiato il suo Rugiada del mattino) il Chiaror sul Masso è giunto fino a casa mia. Bè io l’ho accolto con un applauso e gli ho fatto la festa!

Quindi è scattata subito l’happy hour, abbiamo aperto la bottiglia per un aperitivo, era proprio la bollicina adatta, la freschezza giusta e l’accompagnamento perfetto per un frittino caldo fatto al momento. Infatti ho rilevato che dopo un bocconcino di pollo in versione finger food il Chiaror sul Masso fosse il giusto abbinamento per pulire il palato dal fritto e lasciare in bocca una piacevole armonia di sentori freschi e profumati.

Paolo descrive così i suoi profumi: “floreale, fruttato e mineralità a volte già presente come “pietra focaia”” e prosegue dicendo “sorso deciso e marcatamente caldo ed equilibrato dove spiccano ancora mineralità, acidità, alcool ed estratto con un finale lungo e persistente”. Bè io non sono in grado di spiegarvelo meglio, anche perchè sapete che ancora non sono in grado di far questo, e qui aggiungo, ma spero di non riuscivi ancora per poco ;))






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