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 Press/Rassegna Stampa

  21  Marzo 2012
Grazia.it - The Old Now - Cascina i Carpini
Ci sono per­sone che ci mostrano che si può fare. Nei colli tor­to­nesi, pic­cola e spesso bistrat­tata DOC pie­mon­tese, c’è un’azienda viti­vi­ni­cola che ha fatto del “si può fare” il pro­prio mar­chio di fab­brica.

n que­sta terra che è all’incrocio di quat­tro regioni, un brian­zolo appas­sio­nato da sem­pre di vino ha ini­ziato nel 1998 ad inse­guire il sogno di pro­durre il pro­prio. Acqui­stando i primi 4 ettari nel comune di Poz­zol Groppo, pro­prio al con­fine con la Lom­bar­dia, Paolo Carlo ha impresso il primo “si può fare”: si può impian­tare un vigneto ed ini­ziare a col­ti­vare la vite pur con­ti­nuando a svol­gere il pro­prio lavoro, così nasce la Cascina i Carpini

Le idee sono chiare da subito: cer­care di pre­di­li­gere i viti­gni autoc­toni, non disde­gnando pic­cole diva­ga­zioni in altre terre, che però non mutino il carat­tere del vino. Per cui i due prin­ci­pali varie­tali impian­tati sono stati Bar­bera e Timo­rasso, e che impianto. Con grande lun­gi­mi­ranza l’impianto della vite è stato ese­guito come se le lavo­ra­zioni doves­sero essere fatte a mac­china, in modo tale che poi, lavo­ran­doci a mano, il tempo neces­sa­rio alle sin­gole ope­ra­zione fosse ridotto al minimo. Il secondo “si può fare” lo si trova nell’orientamento delle vigne, a seguito di un lungo stu­dio dei venti e delle cor­renti, si pos­sono dise­gnare i filari in modo che il vento pro­ve­niente dal mare li pet­tini deli­ca­ta­mente, rin­fre­scando i grap­poli anche nei momenti di grande calura

Lo stu­dio della falda, dei venti, del ter­reno è stato così minu­zioso che una pic­cola zona della vigna è stata dedi­cata alla col­ti­va­zione atti­gua di cin­que varie­tali bian­chi. Cin­que uve diverse con cin­que epo­che di matu­ra­zione diverse, ma con l’idea un po’ folle ed un po’ geniale, e come si dice il con­fine fra i due mondi si misura col suc­cesso, di ven­dem­miare tutti e cin­que i viti­gni insieme per pro­durre un unico vino. E anche qui Paolo ha dimo­strato che “si può fare”, stu­diando dalla fine­stra di casa le varie tona­lità di verde assunte dall’erba in quell’angolo di ter­reno, si pos­sono por­tare a matu­ra­zione pra­ti­ca­mente con­tem­po­ra­nea cin­que viti­gni bian­chi diversi otte­nendo il Rugiada del Mattino

Abbiamo ini­ziato a par­lare di vini, tra­sfe­ria­moci quindi in can­tina dove ci atten­dono molti altri “si può fare”. Par­tendo dal viti­gno bianco prin­cipe della zona: il Timo­rasso, che viene pro­po­sto con due vesti inu­suali ed accat­ti­vanti. Ma prima una dove­rosa pre­messa, un’altra delle idee di Paolo è l’utilizzo esclu­sivo di lie­viti autoc­toni, per cui la can­tina, ste­ri­liz­zata a dovere prima della fer­men­ta­zione, per­mette di evi­tare lo svi­lup­parsi di lie­viti diversi da quelli tipici degli uvaggi uti­liz­zati. Tor­nando al Timo­rasso ci sono almeno due “si può fare”: si può lasciare il mosto di Timo­rasso a con­tatto con le bucce per sva­riati giorni, senza far par­tire la fer­men­ta­zione, donando al vino una carica aro­ma­tica ecce­zio­nale, Brezza d’Estate, e si può otte­nere uno spu­mante di Timo­rasso in purezza con un’acidità natu­rale tale da per­met­ter­gli di durare negli anni senza alte­rarsi, Chia­ror sul Masso

L’altro prin­cipe, o sarebbe meglio dire prin­ci­pessa, della regione è la Bar­bera. Anche in que­sto caso le vesti che ven­gono con­fe­zio­nate addosso a que­sto amma­liante viti­gno sono due. Da un lato una veste più leg­gera, svo­laz­zante, fre­sca e vivace, otte­nuta da pas­saggi solo in acciaio che lasciano immu­tati i carat­teri olfat­tivi tipici del vitigno, ottenendo un vino con una carica aro­ma­tica che stor­di­sce, ottunde i sensi e fa sognare, il Sette Zolle. Dall’altro lato una veste più ela­bo­rata, rica­mata, con stoffe più pre­giate, che gode di pas­saggi in ton­neaux non nuovi per affi­nare senze appe­san­tire, per donare un corpo ed una strut­tura impor­tante ed un’equilibrio stu­pendo, il Bruma d’Autunno. Si può fare anche questo



Poi, se si ha un po’ di for­tuna, se una buca sulla strada fa sob­bal­zare la mac­china, se nel baga­gliaio della mac­china c’era una magnum con cap­sula in cera­lacca, se il sob­balzo fa rom­pere la cera­lacca e quindi la bot­ti­glia non può più essere con­se­gnata al cliente, allora può capi­tare di assag­giare anche la Fine del Mondo. Per­chè a Cascina i Car­pini si può anche fare un vino che è la fine del mondo e che pro­prio a dicem­bre di quest’anno rag­giun­gerà il picco di matu­ra­zione. Un vino che per ora è stato fatto solo dalle uve Bar­bera della ven­dem­mia 2007 e mai più ripro­po­sto, un vino che, come tutti i gran­dis­simi, tra­scende il viti­gno di pro­ve­nienza e diventa qual­cosa di più. Di più avvol­gente, di più emo­zio­nante, di più carico, di più ele­gante, di più vivo

Se con que­ste poche righe sono riu­scito a stuz­zi­care la vostra curio­sità non vi resta che pas­sare in can­tina per sco­prire che in realtà i “si può fare” sono molti, ma molti di più

Il Fede




  10  Febbraio 2012
Luca Maroni - I Carpini - Valutazione complessiva della produzione
I Carpini - Valutazione complessiva della produzione Piemonte

Annuario dei Migliori Vini Italiani 2011:

Il Brezza d'Estate 2008 è bianco di poderosa fittezza, il Rugiada del Mattino - Cru Eleonora 2008 rosato di densa polposità, il Sette Zolle - Cru CarloAlberto 2008 è vino rosso di superiore caratura estrattiva, di avvolgente morbidezza e di ottima calibrazione di spezie. Valida la proposta del bicchiere della Cascina I Carpini, in acquisizione di nitidezza e valore.

Annuario dei Migliori Vini Italiani 2010:

Di gran potenza di spezie il duo Falò d'Ottobre - Cru Camilla 2006, Bruma d'Autunno - Cru Riccardo 2005, vini dal gran portato estrattivo che esploderanno frurtto laddove sviluppati con maggiore velocità enologica esecutiva. Il Rugiada del Mattino - Cru eleonora 2007 è bianco delicatamente polposo di ottima morbidezza gustativa. Il Sette Zolle - Cru CarloAlberto 2007, di più fitta rete estrattiva è un rosso di altrettanto levigata suadenza espressiva. Trova sempre più equilibrio e integrità il bicchiere della Cascina I Carpini nel suo avvolgente e suadente modulo espressivo. Bene.

Annuario dei Migliori Vini Italiani 2009:

Concentrazione favolosa nelle proposte della Cascina I Carpini. Vini di eccezionale corposità che potranno giovare non poco di annate migliori e di invecchiamenti minori. Maestosa la potenza speziata del Falò d'Ottobre - Cru Camilla 2005, più avvolgente e per questo più polposamente e suadentemente gradito il Bruma d'Autunno - Cru Riccardo 2004: la carnosità della sua mentosa ciliegia nera è evidentemente del vino di rango superiore.




  01  Gennaio 2012
Wein Plus - The European Wine Guide
Cascina I Carpini snc ***

Producers of national class
The wines are at a high level and are usually the best in their respective categories in the country. Weaknesses, there is little that can happen, however, in difficult vintages. However, these must be balanced in good years with superior product lines, so a company can maintain its status.




  23  Dicembre 2011
Cascina I Carpini in 140 caratteri - lepubblicherelazionidelvino
Intervista a Paolo Carlo Ghislandi, proprietario di Cascina I Carpini (Pozzolgroppo | AL); l’azienda, fondata nel 1998, produce circa 50.000 bottiglie all’anno suddivise in 7 etichette.

Paolo Carlo in 140 caratteri: Sono un alchimista della vita, osservo e ascolto molto, sperimento di continuo, vivo di emozioni e cerco armonia con tutto ciò che mi circonda.
Cascina I Carpini in 140 caratteri: Vigne e cantina sono progettate per consentire il mantenimento di condizioni tali affinché uva e vino trovino l’ambiente ideale dove crescere, maturare ed affinare naturalmente.

Se non avessi fatto il produttore di vino cosa avresti fatto nella vita? Facevo e faccio già il responsabile in diverse divisioni dell’industria, ma non è quello che avrei voluto fare, credo che se avessi potuto scegliere avrei fatto l’inventore o il pianista.

Segui il resto dell'intervista sul sito dell'autore




  15  Ottobre 2011
Quatar Pass per Timurass
E via verso la seconda cantina: la Cascina “I Carpini”, situata in fondo al nostro itinerario, dall’altra parte della vallata, nel comune di Pozzol Groppo. Si tratta di una cantina piuttosto recente, improntata a criteri “bio” ed a basso impatto ambientale, dotata di un sistema di recupero e depurazione dell’acqua piovana e delle acque di scolo usate per il lavaggio delle vasche.

Qui, l’obiettivo di Paolo Ghislandi, carismatico proprietario dell’azienda, non è (solo) quello di finire sulle grandi guide enologiche ma piuttosto quello di plasmare i “vini della sua terra”, capaci di stupire i degustatori senza usare “effetti speciali” che non siano del tutto naturali… Ed ecco che la prima sorpresa è “spumeggiante” di nome e di fatto: un timorasso spumantizzato in purezza (unica azienda dei Colli Tortonesi a produrlo) del quale premiamo soprattutto l’originalità…
Ma i veri punti di forza di quest’azienda sono i rossi, dotati di una struttura e di una complessità olfattiva davvero notevoli. I nomi, alquanto evocativi, fanno il verso a sentori tostati, di frutta rossa matura, di spezie e tabacco, fino a note terrose nelle versioni più evolute. Partendo dal vitigno barbera, Paolo ne estrae tre interessanti interpretazioni: il Sette Zolle 2009 barbera in purezza affinato in solo acciaio per esaltarne il frutto, giovane e polposo, in accompagnamento ad antipasti di salumi e formaggi a media stagionatura; il Falò d’ottobre 2008 (Barbera 85%, Freisa di Chieri 10%, Cabernet Sauvignon 5%), adatto ad accompagnare i piatti della tradizione come i primi con sughi speziati e saporiti, bolliti e secondi a base di carni grasse; ed infine il Bruma d’autunno 2007, Barbera Superiore in purezza, affinato in tonneaux di rovere francese per 14 mesi e lasciato riposare in bottiglia per un ulteriore anno prima della commercializzazione, ideale anche da solo oltre che per carni alla griglia e formaggi stagionati.




  27  Settembre 2011
Mercato dei vini dei vignaioli Indipendenti
Cascina I Carpini è una moderna cantina a conduzione famigliare dei Colli tortonesi. Le vigne sono state impiantate a partire dall’anno 1998 su terreni incolti e progettate tenendo conto di tutti i fattori ambientali e pedoclimatici al fine di creare per loro un ambiente il più ideale possibile per una sana crescita.

ttraverso il mantenimento in salute dell’area boschiva che le protegge e l’adozione di tecniche in uso nell’agricoltura di tipo biologico siamo riusciti a ridurre sensibilmente l’impiego di fitofarmaci. L’uva che giunge in cantina è così naturalmente sana da consentirci di sperimentare con successo e soddisfazione fermentazioni senza l’uso di lieviti selezionati su sempre più vini.

Sia i locali di fermentazione che poi di maturazione, elevazione ed affinamento sono stati studiati per agevolare il controllo dell’areazione e delle temperatura in maniera da poter avere sotto un maggiore controllo l’evoluzione del vino sin dal suo inizio. Lavoriamo i maggiori vitigni autoctoni della zona con la filosofia di restituire nel bicchiere integro il sentore della varietà di uva dalla quale proviene il vino, per questo anche in cantina adottiamo la politica dell’intervento minimo e lasciamo che sia il tempo a forgiare il carattere di ogni annata.

I vini di Cascina i Carpini si distinguono per eleganza, generosità di frutto, mineralità e freschezza e sono tutti adatti all’invecchiamento.

Le qualità che si ritrovano nel bicchiere sono principalmente collegate all’andamento climatico dei Colli Tortonesi che sono influenzati da correnti alpine fredde mitigate dall’aria del mare, uno straordinario impasto del terreno reso unico dalla presenza di falde acquifere termali e dalle escursioni termiche.

Vini principali sono le Barbere di cui una proveniente da vigne vecchie e i Timorassi dove per primi abbiamo messo a punto una metodologia di rifermentazione naturale grazie alla quale abbiamo ottenuto uno spumante che ancora oggi è unico nel suo genere.

L’albarossa, la Freisa, La croatina, Il cortese, La Favorita sono solo alcuni degli altri vitigni che completano le nostre vigne e la nostra gamma.




  21  Settembre 2011
Eco-cucinare sul web - Ospite dell’incontro l’azienda vinicola Cascina i Carpini, che ha abbinato agli assaggi due vini naturali di loro produzione: Rugiada del Mattino e Sette Zolle.
Eco-cucinare

Eco-cucinare sul web
L'eco-foodblogger Lisa Casali presenta Cucinare in lavastoviglie
Mercoledì 21 settembre nell’ambito dell’e-festival | Social Media Week, Lisa Casali ha raccontato il suo modo di diffondere il tema della riduzione dell’impatto ambientale in cucina attraverso Blog, Facebook e Twitter ed ha presentato, attraverso uno showcooking, il suo progetto Cucinare in lavastoviglie, un rivoluzionario metodo di cottura che sfrutta il vapore della lavastoviglie e che il 28 settembre sarà disponibile in libreria grazie ad Edizioni Gribaudo.
Durante lo showcooking, realizzato con una lavastoviglie Electrolux, è stato cucinato un cuscus con zucchine, cipollotto, pesto, basilico e menta. Ospite dell’incontro l’azienda vinicola Cascina i Carpini, che ha abbinato agli assaggi due vini naturali di loro produzione: Rugiada del Mattino e Sette Zolle.

Lisa Casali è un’eco-foodblogger trentenne che collabora con Electrolux anche per il progetto Panda Club 2011 /2012 “Nutrire il Pianeta”.
Le sue due grandi passioni sono l’ambiente e la cucina. Laureata in Scienze Ambientali e con un Master in Management Ambientale, Lisa Casali lavora come specialista in rischi inquinamento e, nel tempo libero, come chef non professionista. E’attiva online con il blog Ecocucina sul quale pubblica ricette e consigli per mettersi ai fornelli senza buttare via niente.
E’ autrice di due libri primo La cucina a impatto (quasi) zero (Gribaudo 2010) affronta in particolare il tema della riduzione degli sprechi in cucina e dell’utilizzo di quello che normalmente si butta via (fino al 20% dei prodotti acquistati). Il secondo volume “Cucinare in lavastoviglie”, (Gribaudo, 2011) è invece un innovativo manuale (primo al mondo) per imparare a cucinare sfruttando il calore dell’acqua di lavaggio dei piatti. L’idea è, infatti, di cuocere una grande varietà di pientanze mentre si lavano le stoviglie sporche. In questo modo si riducono i consumi di acqua ed energia e si cuoce a bassa temperatura preservando le proprietà nutritive degli alimenti ed esaltando al massimo profumi e gusto con consistenze degne dell’alta cucina. Una piccola rivoluzione alla portata di tutti che permette di cuocere piatti buonissimi a impatto zero. Collabora con diverse testate come Lifegate, Valore Alimentare e Il Fatto quotidiano, dove tiene un blog dedicato al cibo e all’alimentazione dal punto di vista ambientale. Protagonista nella stagione 2011-2012 del programma Mattina in Famiglia su RAI 1 con la rubrica Ecocucina, in diretta tutti i sabato mattina verso le 8.50.




  15  Settembre 2011
Cascina I Carpini (164). Area Professionisti Vinicantine
Sono un appassionato vignaiolo sui Colli Tortonesi, Piemonte, Italia. Assieme alla mia famiglia mi occupo della cura delle vigne, della creazione dei vini e della loro commercializzazione.

Per inclinazione caratteriale sono portato ad massimo rispetto delle risorse naturali del pianeta e per questo motivo oltre ad adottare una politica di coltivazione che salvaguardia fauna e flora, anche tutte le operazioni di cantina vengono svolte in regime di basso impatto ambientale grazie anche all'impiego delle fonti rinnovabili.
Tutti i vini che facciamo sono delle vere Cru, ottenuti da procedimenti di vinificazione naturali di sole uve perfettamente sane esclusivamente provenienti da filari di proprietà gestiti dalla famiglia.
Ogni millesimo di annata esprime in maniera differente le caratteristiche del territorio coniugandole ai sentori tipici delle varietà presenti nella vigna.
Sono vini puliti, eleganti, franchi, immediatamente piacevoli se bevuti subito e contemporaneamente portati per il lungo invecchiamento.
Il nostro modo di lavorare rispecchia fedelmente la filosofia di vita che abbiamo scelto e prevede di non intervenire sul vino, ma di creare e controllare le condizioni ambientali entro le quali esso nasce, cresce, matura ed invecchia.
Nelle nostre vigne sono impiantate le migliori varietà autoctone della zona.
Barbera, Croatina, Freisa, Nebbiolo, Albarossa, Cortese, Moscato, Malvasia, Timorasso, così come otteniamo dell'ottimo pinot nero, merlot e cabernet sauvignon.
Usiamo molto il web 2.0 con l'intento di portare la nostra attività, la nostra cantina, noi stessi ed i nostri vini nel cuore di chi ci segue.
Amiamo il contatto, lo scambio di informazioni continuo che la rete ci consente di avere colmando quelle distanze che spesso potrebbero essere dei limiti.




  21  Luglio 2011
Una Giornata Alla Cascina I Carpini E Aspic Di Lychees Al Chiaror Sul Masso
Della Cascina I Carpini vi avevo già parlato tante volte nel blog precedente ma dato che tutti i post sono andati persi, bhè…ve ne riparlo! Anche perchè siamo andati giusto domenica a fare una gita da quelle parti! La zona nello specifico è quella dei colli tortonesi e devo dire che il panorama mi lascia sempre senza fiato. E’ uno scenario così rilassante, totalmente immerso nella natura e nella tranquillità!

l patron della Cascina I Carpini è Paolo Carlo Ghislandi che potete trovare sui vari social network e che vi consiglio di conoscere perchè è un vero personaggio Come sempre è stato ben lieto di farci provare i suoi vini direttamente dalla botte e di spiegarci con passione ed entusiasmo tutto il lavoro che sta dietro ad un bicchiere

Scopriamo così che ben due esperimenti bollono in…”botte”. Il primo è un Albarossa (incrocio fra Nebbiolo e Barbera mi si dice). Il risultato? Assolutamente eccellente! Un vino corposo, strutturato e di grande intensità! Il secondo esperimento invece mi lascia più perplessa, almeno al naso. Si tratta di un Ancellotta che, Paolo Carlo ci spiega, solitamente si usa per la produzione dell’aceto balsamico. Ha pochi zuccheri e acidità sbilanciata e per questo raramente si vinifica. Appena ce ne versa un bicchiere il sentore, fortissimo, è quello dello zolfo e io credo che pochi lo trovino piacevole. Ossigenando un pò il vino però l’odore svanisce e rimane solo un nettare dolcissimo, quasi un rosso da dessert. Una gradevolissima sorpresa!

Ma è giunta l’ora di pranzo e ci spostiamo alla Cascina Cabella per un pranzo degno di un matrimonio, che in effetti nel giardino c’è! Salumi, antipasti, risotto ai funghi, ravioli alla salsa di noci, arrosto, roast beef, formaggi e frutta…Come potete immaginare la visione di tale banchetto dopo 1 mese di dieta mia ha travolta completamente, facendomi dimenticare completamente le foto!

E ovviamente ad ogni portata abbiamo abbinato un vino della Cascina I Carpini, partendo dal Timorasso spumante fino ad arrivare alla grappa. Paolo Carlo non ci fa mancare niente!

Una giornata speciale come tutte quelle passate in questa bella vigna! Paolo Carlo poi è un vulcano di iniziative e di simpatia perciò vi conviene andarlo a trovare per conoscere lui e i suoi vini! Io intanto vi lascio un’idea originale per stupire i vostri ospiti utilizzando il Chiaror sul masso, il timorasso spumante della Cascina I carpini!




  11  Giugno 2011
A Cascina I Carpini, per testare sul campo il manuale per enoturisti
Che bell'invito quello che ci ha fatto Paolo Ghislandi: "Venite nel mio vigneto e in cantina (Cascina I Carpini) così proviamo sul campo il vostro Manuale di Conversazione per Enoturisti (info qui)".

L'occasione si incastra perfettamente con la Vinix Unplugged Conference (12 giugno) e Terroir Vino (13 giugno): Cascina I Carpini è sulla nostra strada per Genova, e la curiosità di testare sul campo la metodologia di visita che proponiamo nel manuale è davvero tanta. Per il sottoscritto ed Elisabetta Tosi sarà senz'altro un modo diverso dal solito per presentare il manuale a chi vorrà unirsi a noi.

Appuntamento per sabato 11 giugno, alle 15.30, a Cascina I Carpini a Pozzol Groppo (AL) [mappa]. Di seguito maggiori dettagli sull'evento.

11 GIUGNO 2011 ore 15:30 - 17:30 Cascina I Carpini - Ingresso gratuito con prenotazione - Manuale di Conversazione per Enoturisti

Come possono gli eno-turisti che visitano un'azienda cogliere meglio i "segnali della qualità" del vino dall'ambiente che osservano? Cosa osservare e come decodificare ciò che appare, quali domande porre, come interpretare le risposte ? Sono queste le domande che hanno motivato due preparatissimi autori, Elisabetta Tosi e Giampiero Nadali a scrivere e pubblicare il Manuale di Conversazione per Enoturisti.

Un opera che ci piace perché completa ed esalta gli investimenti che le cantine di qualità compiono ogni giorno per informare il pubblico e renderlo il più possibile consapevole di fronte alle scelte che compie in fatto di qualità dei vini. Per questo motivo, unito alla stima personale verso gli autori, che siamo onorati di potervi invitare alla presentazione ed alla prova sul campo, sabato pomeriggio in loro compagnia. E' necessaria la prenotazione direttamente rispondendo a questa email o con i canali usuali.

Il pomeriggio prevede la presentazione del libro da parte degli autori Elisabetta Tosi e Giampiero Nadali e la conseguente "prova sul campo", dove noi di Cascina I Carpini, ci presteremo volentieri ad essere meglio compresi attraverso le indicazioni contenute nel libro. Non mancherà la degustazione guidata dei vini, gli assaggi dalle vasche e un piccolo rinfresco con prodotti tipici del territorio.

Cascina I Carpini è sita in Pozzol Groppo (AL) [MAPS] e si trova vicino a Tortona (AL) , per chi è diretto all'Evento Terroirvino a Genova si trova praticamente di strada da quasi tutto il nord Italia e potrebbe rappresentare un occasione per spezzare il viaggio.






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