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 Press/Rassegna Stampa

  04  Giugno 2014
Convivio 2014: la moda si lega alle grandi firme del vino italiano nel segno della solidarietà
Un altro esempio di come l'enologia italiana si impegni nel sociale!

Paolo Carlo Ghislandi, titolare della Cascina I Carpini, ha subito dato il suo ok, mettendo a disposizione il meglio della sua produzione e un supporto economico per Convivio, la nota manifestazione nata per volere di Gianni Versace oramai arrivata alla 12^ edizione. Un'occasione unica che dal 13 al 17 giugno porterà nella fiera di Milano city circa 40mila visitatori e acquirenti. La nobile finalità della mostra mercato è una garanzia di successo e l'introduzione di uno spazio dedicato per intero alle migliori etichette dell'enologia italiana fa di certo la differenza: una vera e propria Enoteca nella quale sarà possibile trovare ottimi vini.



La Cascina I Carpini ha dato piena disponibilità capendo quando possa essere giusto impegnarsi in iniziative di questo genere sia per dare sostegno alla ricerca, sia per dare un taglio nuovo e diverso al comparto. "Dobbiamo fare quanto ci è possibile per intervenire in modo mirato e utile verso queste nobili iniziative" dice Ghislandi "penso che ne valga davvero la pena e penso che sia una maniera diretta anche per far conoscere i nostri prodotti. L'interesse, la curiosità del pubblico verso le bottiglie che io e i miei colleghi produttori abbiamo omaggiato è un'ottima strategia di comunicazione, ovviamente senza nulla togliere alla volontà di essere d'aiuto alla ricerca di Anlaids che rimane sempre la finalità di Convivio".



La Cascina I Carpini metterà sugli scaffali dell'Enoteca Convivio ben 7 etichette a base di timorasso e barbera, uve autoctone del Piemonte, coltivate nell'area della provincia di Alessandria: Timorasso Doc e Barbera Doc della linea "I Carpini", Colli Tortonesi Doc Timorasso "Rugiada del Mattino", Colli Tortonesi Doc Barbera "Sette Zolle", Colli Tortonesi Doc Barbera Riserva "Bruma d'Autunno", Colli Tortonesi Doc Timorasso "Brezza d'Estate" e lo Spumante Brut "Chiaror sul masso".



Paolo Ghislandi ha fondato la cantina nel 1998 e, da subito, è riuscito ha dare degna collocazione alla sua produzione e alla sua filosofia: territorio e tradizioni devono essere trasferiti nel bicchiere con vini curati in ogni dettaglio, sempre a testimonianza del loro passato. Non a caso ha applicato alla scelta dei terreni sui quali piantare le vigne uno studio attento e meticoloso, volto alla salvaguardia dell'ecosistema e alla produzione di uve seguendo tutte le procedure e i tempi dettati dalla natura. Tutto ciò che è stato deve essere conservato con cura ma deve essere rivisto in chiave moderna, così da poter unire l'esperienza dei tempi più lontani alla volontà di presentare un futuro sano e ben organizzato.




  02  Giugno 2014
Una domenica tra amici e Timorasso in Clayver.
Aprire un’enoteca mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti, quelli di mio marito Alessio e, con piacere, anche quello dei clienti nel mondo del vino. Ci siamo appassionati a conoscere vini particolari, autoctoni e/o sconosciuti a tanta gente. Qui voglio raccontare di una gita fuori porta, una giornata particolarmente felice, appagante e ormai passata….

Con il massacro filosserico abbiamo perso diverse tipologie di vitigni, alcuni sono caduti nell’oblio, in favore di varietà più produttive e facili, come addormentati, in attesa che qualcuno li riscoprisse.
Tra queste varietà a rischio estinzione c’è il Timorasso e tra questi “qualcuno” c’è Paolo Carlo Ghislandi, fondatore della Cascina I Carpini, che nel 1998 ha dato vita, con la famiglia, in Piemonte, sui Colli Tortonesi, al confine con il sud della Lombardia, tra l’ Emilia Romagna e la Liguria, ad una nuova realtà vinicola, condividendo la passione di alcuni vignaioli che, proprio in quegli anni, stavano riscoprendo questo vitigno.
Io sono milanese, come lui … quando mi aveva raccontato la sua storia, durante il raduno dei “Sovversivi del gusto” , di cui ho scritto precedentemente, ho pensato che fosse pazzo; adoro Milano, sono inquinata dalla sua frenesia, dal lavoro, dal perenne movimento …. Posso stare fuori città per un periodo limitato, poi subentra l’astinenza!!!
Decidere di andare a vivere lontano è per me impensabile!!!
Lui c’è riuscito: complimenti per il coraggio!!!
Da un anno mi invitava ad andarlo a trovare ma per un motivo mio o un altro suo, ho sempre rimandato. Poi ci parliamo un mercoledì, stesso invito e mi sento un verme perché non ho mai colto la palla al balzo, così sparo: “domenica sei a casa? Si? Allora aspettami!!!”
Quando mi presento alla sua porta, capisco il perché della sua scelta esistenziale, perché è di questo che si tratta:ESISTERE.
Dunque domenica mattina con mio marito siamo in partenza e parlando con Paolo Sacchetti, nuovo collega in questo fantastico gruppo di DiTestaediGola, mi chiede se sto andando alla Cascina I Carpini ed alla mia risposta affermativa, mette in corsa moglie e due amici e decide di raggiungerci in cantina!!!
Che giornata fantastica abbiamo passato e che bello trovarsi con gente che condivide i tuoi interessi con tanto entusiasmo: non ci eravamo mai visti e in 5 minuti avevamo già scaldato ambiente ed animi!!!
Facciamo il giro dell’azienda, partendo dalle vigne che si espandono davanti ed a fianco della casa.
La famiglia Ghislandi ha scelto con molta cura la zona dove piantarle, tra alpi da una parte e prealpi dall’altra, per sfruttare al massimo i venti ascensionali che spirano costantemente in questa giornata solare ma un po’ fresca. I boschi circondano il territorio proteggendo il prezioso tesoro, senza soffocarlo, facendo anche da sentinella e controllo sulla gemmatura o l’attacco di parassiti nocivi (sono piante scelte perché seguono il ciclo vegetativo della vigna anticipandone i sintomi patologici).
Tra il bosco e le viti più pregiate Paolo ha perimetrato tutto con due filari di Cabernet, che essendo amarognolo e speziato nonché tardivo tiene lontani gli animali del bosco, come i cinghiali, ghiotti dei germogli dell’uva dolce.
Il nostro ospite, racconta che ha voluto partecipare attivamente alla preservazione di un vitigno quasi estinto, quasi dimenticato …. e favoloso: il Timorasso. Secoli addietro si contendeva, insieme al Cortese il titolo del vitigno più coltivato per un consumo diretto.
Oggi, per la sua rarità ma soprattutto per la sua qualità è un vino pregiato per colore, profumo e sentore.
Tanto è dovuto all’esposizione delle vigne ma anche al fatto che sono situate tra il mare e le Alpi.
Tra questo e la falda acquifera che passa sotto di esse si è creato un microclima unico. La zona si è prestata per tanti anni anche alla coltivazione di erba medica, che continua ad esistere tra queste colline, arricchendo in maniera fantastica il terreno di medio impasto, fresco e ben drenato.
Il grappolo medio-grande è composto da grandi acini, con buccia spessa, pruinosa, verde giallastra.
Il vino, degustato in purezza, ha colore giallo paglierino intenso e brillante, il sapore richiama la mandorla in contrasto con la nocciola piemontese di quelle zone (un po’ dolce);la sua mineralità produce in bocca un gusto pieno, asciutto e fresco. La sua persistenza ti fa capire che sei al cospetto di un vino bianco in grado di reggere un buon invecchiamento.
Paolo, essendo per sua natura in perenne equilibrio fra sperimentazione empirica, analisi scientifica e molta alchimia , ne ha pensata un’altra delle sue ed io ho avuto il piacere di assaporare una chicca!!! Grazie alle intuizioni di un caro amico specialista di materiali ceramici con il pallino per il vino che ha creato un “anfora sferica” dal nome “Clayver” , avente una studiata percentuale di porosità ( per intenderci, un comportamento simile al rovere, al cemento ed all’acciaio) sta sperimentando per primo una inedita fermentazione e maturazione del vino e noi lo abbiamo assaggiato in anteprima.
A parità di annata il colore i profumi ed il gusto del Timorasso vinificato in Clayver, sono amplificati, nettamente più puliti e bilanciati, rispetto allo stesso vino in vasca di acciaio!!!!
Non mi prolungo su questo punto perché il prodotto non è ancora giunto al termine del suo ciclo e quindi ancora in fase di sperimentazione, inoltre sta al suo ideatore presentarlo nel modo adeguato (mi sento un po’ “la rana dalla bocca larga” a svelare i segreti di altri).
Nella scheda di questo vino alla voce abbinamenti-accostamenti troviamo: antipasti di verdure e pesce, primi piatti di crostacei, formaggi di media stagionatura e carni bianche impreziosite da erbe officinali … ma anche quei gnocchetti alle erbe mangiati in agriturismo a mezzogiorno ci stavano bene!!!
La nostra giornata iniziata alle 10 del mattino è finita a mezzanotte con me, Paolo e mio marito Alessio in cantina seduti sulle cassette in metallo portabottiglie con un bicchiere in mano a raccontarci le nostre vite passate, i nostri sogni futuri e le nostre speranze!!!
Nessuno di noi voleva che finisse questa splendida giornata ma è terminata.
Sapete quelle giornate dove senti che hai ancora tanto da dare ma le ore sono state “poche” e passate velocemente, no?!?
Comunque ho messo in macchina qualche bottiglia da portare in enoteca e non ho dubbi sulla soddisfazione mia e dei clienti!!!
Ho piacere di concludere con la presentazione che Paolo Carlo Ghislandi fa dei sui prodotti:
“Creiamo un vino sincero, dal colore pulito e brillante, ricco di profumi complessi e dal gusto onesto, immediato e persistente, che scatena sensazioni sopite ed emozioni profonde … che nasce ed evolve secondo i ritmi della natura, si affina in bottiglia e viene reso forte ed elegante dal tempo”
CASCINA “I CARPINI” SNC
S.P. 105, n° 1
POZZOL GROPPO (AL)
Tel. 0131/800117





  03  Marzo 2014
Bistrot 64 al Flaminio - Roma
“A Cena col Produttore”, la serata con “I Carpini”

Grandi calici, piatti sorprendenti, conditi con gusto, curiosità e tanti sorrisi. Splendida serata ieri da Bistrot 64, con il primo appuntamento del ciclo ‘A cena con il produttore’, una serie di eventi che vedono protagonisti proprio i produttori, che propongono le loro migliori etichette in abbinamento con un menù appositamente studiato dallo chef Emanuele Cozzo. La prima serata ha visto protagonista un grande produttore dei Colli Tortonesi: Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini che, coadiuvato dal sommelier di Bistrot 64 JeanPierre Reeding, ha realizzato il connubio perfetto tra i piatti e i calici.

La cena è stata una crescendo di emozioni a partire dalle portate in cui Emanuele Cozzo si è Carpini_PiciAlloZafferanodavvero superato, e poi i vini, frutto della filosofia olistica di Paolo Carlo Ghislandi che, con grande professionalità e amore per i suoi prodotti, ha risposto a tutte (e tante!) le domande dei commensali, interessati tanto ai vitigni, ai vini e alle annate proposte, quanto alla straordinaria chimica che veniva sapientemente innescata dal matrimonio d’amore con i piatti.

La serata ha preso il via con un entre’ realizzato con una crema di pecorino romano con una riduzione di sedano e erbe di campo, accompagnato dal ‘Chiaror sul Masso’ 2010, il primo spumante ad essere realizzato solo con uve Timorasso in purezza. Brut di 13%, risultato di una evoluzione in acciaio sulle fecce fini per 18 mesi, è pulito, sapido, con una lunga persistenza aromatica. Grandissimi consensi per l’antipasto: bocconcini di battuta di manzo adagiati su una spennellata di crema di acciughe del cantabrico, croccanti puntar elle condite con olio evo e sale Maldon, con gocce di crema all’aglio. Un piatto apparentemente molto semplice, studiato però nei Carpini_Dessertminimi dettagli, estremamente accattivante e saporito. In accompagnamento un calice di ‘Rugiada del Mattino’ 2010, un blend di Cortese, Favorita entrambi al 45%, con un 10% di Timorasso, che con il piatto trova il giusto incastro tra mineralità e morbidezza.

Suscita grande curiosità il primo piatto: Picio allo zafferano, condito con una salsa alle vongole aromatizzata all’essenza di arancia, nero di seppia, foglie di timo e basilico baby. Riuscito l’abbinamento con ‘Brezza d’estate’ 2010, con uve Timorasso in purezza, una sorpresa per i suoi sentori floreali e fruttati, di buona sapidità, caldo e avvolgente.

Emozionante il secondo piatto: maialino cotto per 14 ore alla temperatura controllata di 74 C°, nappato con il suo fondo, servito con una piccola crocchetta di ostrica e crema al curry, mezzo carciofo alla romana, decorato con germogli di foglioline di mentuccia romana. In accompagnamento un nettare rosso, con la ‘Bruma d’autunno’ 2010, una barbera in purezza, con profumi complessi e generosi, che ad ogni sorso regala emozioni piene, morbide ma allo stesso tempo esuberanti. Davvero commovente l’abbinamento.
Non è finita, perché con il dessert lo chef torna a sorprenderci con un gioco di consistenze e di contrasti: mousse di cioccolato al cardamomo accompagnata da un tuorlo di purea di lamponi dolce e aromatizzata con la gelatina, entrambi ricoperti da un disco di cioccolata croccante. Come la dolcezza riesce ad essere perfettamente stemprata dall’acidità del lampone, creando un gioco di sapori che lascia la bocca piena ma estremamente pulita. Per il calice di accompagnamento torniamo sul ‘Chiaror del Masso’ 2010, a sgrassare completamente il palato.

Un percorso ricco e affascinante che ha coinvolto tutti i commensali in un itinerario del sapore, che ha avuto per compagni di viaggio tre splendidi Ciceroni: lo chef Emanuele Cozzo, il sommelier Jean Pierre Reeding e il nostro produttore Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini.




  04  Febbraio 2014
Premio EcoFriendly

La Guida Vinibuoni d’Italia in collaborazione con Verallia premia l’azienda Cascina I Carpini per il suo impegno nella salvaguardia Ambientale


» Visualizza l'allegato: CASCINA I CARPINI.pdf



  06  Dicembre 2013
Storie del vino - Vignaioli Indipendenti – 2
Si continua con I Carpini, il Brezza d’Estate dai profumi ampi come un campo da calcio, la Barbera fresca e potente del Bruma d’Autunno, le bollicine del Chiaror sul Masso. Il Timorasso tra le mani di Paolo Carlo è un vino di alta levatura.

Il profumo del culatello mi ha colpito immediatamente, sarà che era ora di pranzo, così due barbera, quella de I Carpini e quella di Cascina Garitina, hanno accompagnato un paio di panini.
E poi via con lo Chardonnay di Armin Kobler, un vino profumato e sapido, pulitissimo, una entrée di gran classe per il mio primo FIVI, poi l’indomo sangiovese Riserva 2009 di Marta Valpiani.

Mi vede da lontano, grazie alla sua altezza, uno dei vignaioli che conosco bene, Stefano Papetti dell’azienda De Fermo, il banco pieno di appassionati del suo vino; ragazzi, se proprio devo dire, il suo Cerasuolo è un prodotto di gran classe. Bevetene, mi raccomando con moderazione, ma bevetene.
FIVI_4Si continua con I Carpini, il Brezza d’Estate dai profumi ampi come un campo da calcio, la Barbera fresca e potente del Bruma d’Autunno, le bollicine del Chiaror sul Masso. Il Timorasso tra le mani di Paolo Carlo è un vino di alta levatura.
Il Don Chisciotte di Pierluigi Zampaglione, Fiano in purezza, 2009 e 2011 sul banco e nel bicchiere ad erogare profumi di nocciole, di albicocche, di buccia d’arancia, una ventata d’estate a contrastare il tempo metereologico all’esterno del padiglione. Grande palato, ottima struttura e longevità da grande bianco.
Passo ancora al Piemonte, con le Barbera di Cascina Garitina, la FIVI_10classica Bricco Garitta, una rifermentata in bottiglia (Morinaccio), una da uve appassite (Rugiada). La bottiglia di Villalta senza solfiti aggiunti, mi è piaciuta, è una Barbera più dura, verde, l’acidità che fa capolino e che attende, un vino da lungo periodo.
Ed ancora, il pignoletto di Orsi, anche in versione col fondo, in equilibrio tra morbidezza e freschezza, mettere a tavola con praticamente qualunque cosa e bere, dissetarsi, godere della piacevolezza leggera di questo vino. Niente meditazioni, please.
Che dire poi dei vini della Val d’Aosta di Grosjean.
Una batteria della sua produzione con, a mio avviso, Fumin eFIVI_9 Torrette superiore bottiglie di gran classe, profumi erbacei e agrumati il primo, spezie rosse e nere il secondo. Merita una degustazione a parte, con più tempo per assaporarli tutti. Spero che presto, se Fabrizio Gallino si troverà a passare a Roma per presentare il suo libro Vino in Valle, si possa unire una serata di lettura con una serata di degustazioni.
FIVI_8Il finale è del Prosecco Colfondo Asolo DOCG di Bele Casel, e dove trova il tempo Luca Ferraro per fare un vino del genere, tra fiere e arrampicate in mountain bike, non riesco proprio a saperlo. Profumi, sapidità, freschezza, un vino che deve essere bevuto assolutamente in compagnia di buoni amici e di buon cibo.
Ne scordo alcuni, gli appunti dopo un po’ vanno a farsi benedire e giro tra i banchi per assaggiare, parlare, ascoltare.
Finisco con qualche acquisto, lo zaino è ben pieno di bottiglie ed ho una latta d’olio di Stefano.
Una fiera ben organizzata, comoda la navetta dalla stazione di Piacenza fino alla Fiera, discreto il libretto con le note sugli espositori.
Se proprio vogliam trovare il pelo nell’uovo, sarebbe stato simpatico trovare una tracollina e magari un guardaroba.
Alta la qualità dei vini presentati dai Vignaioli Indipendenti, senza disquisire di solfiti, naturalità o biodinamica; erano vini, fatti con serietà e con tanto lavoro e come tali presentati, ogni produttore come li sa e li vuole fare. Che è poi quel che conta davvero.




  18  Ottobre 2013
Bruno Boveri - Slow Food Piemonte - La Fine del Mondo
Io amo la barbera, è il mio vino, da sempre.

Sì, certo, il nebbiolo, il pinot noir, il merlot, il sangiovese. Grandi vitigni e grandi vini, indubbiamente.

Ma io amo la barbera. Ne avrò bevuto ettolitri, di tutti i tipi e di tutte le zone.

E infatti credevo di aver visto e provato tutto il provabile, e amato tutto, con qualche picco d’amore assoluto. Che altro ancora poteva dirmi di nuovo la barbera?

E poi un anno fa, durante Quater pass per Timurass, capito ai Carpini. Giro per la cantina, assaggio un quantità incredibile di vini buoni e molto particolari, poi Paolo mi versa sto vino nel bicchiere.

E qui il tempo si è fermato. Pensate a un film, a un fermo immagine: io in piedi col mio bicchiere in mano, con l’aria trasognata, in trance… Non so quanto sono rimasto così, senza parole, il naso invaso da profumi sempre più intensi, c’è tutto quello con cui di solito ti inebria la barbera, frutta rossa, ciliegie e fragole, marmellata, spezie, mineralità, ma tutto moltiplicato all’ennesima potenza.

E poi ne ho messo un sorso in bocca e di nuovo tutto è esploso, potenza e morbidezza, persistenza ed eleganza. Insomma, gioia assoluta per la più buona barbera mai bevuta, anzi, come direbbe Nietzche, la più buona “oltrelabarbera” mai bevuta. E davvero Paolo non poteva trovarle un nome più giusto: la fine del mondo…

Provatela e mi direte… ma fate attenzione, dà assuefazione… non potrete più farne a meno.
Io ho fatto un patto con Paolo: che tenga sempre da parte un magnum per me, non vorrei mai rischiare di non trovarla..

Bruno Boveri




  23  Settembre 2013
Ristora magazine - Cascina I Carpini, un angolo di paradiso incontaminato sui colli Tortonesi
Cascina I Carpini, un angolo di paradiso incontaminato sui colli Tortonesi

Cascina I Carpini, un angolo di paradiso incontaminato sui colli Tortonesi




  05  Settembre 2013
Guida Vini di Altissimo Ceto – Edizione 2013 – Piemonte – Barbera d’Asti e altre Barbere
Articolo a cura di Ivano Antonini. Curatore Guida dei Vini on-line by Altissimo Ceto e Referente regionale del Piemonte. Ritorniamo finalmente a parlare di questo nobile vitigno Piemontese. In questa prima parte parleremo di quelle prodotte nell’astigiano, nel Monferrato e non solo, con la consueta dovizia di particolari che caratterizzano le nostre recensioni. In questo articolo si parla di: Braida, Cascina Garitina, Cascina I Carpini, Cascina La Ghersa, Coppo, Elio Perrone, Enrico Togni, Icardi, Iuli, Forti del Vento, Marchesi Alfieri, Marchesi di Gresy, Merenda con Corvi, Poderi A. Bertelli, Prunotto, Scarpa.

Liberamente estratto dalla graduatoria :

86/100 – Colli Tortonesi Barbera Sup. Bruma d’Autunno Cascina I Carpini 2006 (Cat. C)
Altissimo Ceto

La Cascina i Carpini si trova a Pozzol Groppo in provincia di Alessandria, immersa nella landa dei colli Tortonesi. Anima aziendale e Paolo Carlo Ghislandi, persona attiva anche nel mondo del web, promotore assiduo della qualità dei vini che produce. Ci ha voluto mandare questa 2006 della sua Barbera di punta, per dare testimonianza della longevità che hanno i suoi vini e che quando raggiunge la giusta maturazione, esprime in maniera egregia il microclima da dove provengono. Prende il nome di Bruma d’Autunno proprio come espressione metaforica di questi luoghi quando si effettuano le vendemmie. Un vino che già dalle prime battute esprime dinamismo e agilità di beva, nonostante ci troviamo di fronte ad una struttura non indifferente e che mostra spessore e corpo. Naso di bellissima complessità che va dalle note di frutta matura a quelle più speziate e che passano da una sfumatura gradevole di fieno e paglia. Il palato segue il filo logico, coerente con quanto percepito all’olfatto. Voluminoso e ampio, con quel taglio acido-sapido che fa subito capolino e che ne allarga il ventaglio e prolunga il piacere, lasciando una scia che ritorna sul medesimo timbro aromatico e con tanta voglia di riassaggiarla.

84/100 – Colli Tortonesi Barbera Sup. Falò d’Ottobre Cascina I Carpini 2006 (Cat. B)

Il Falò d’Ottobre è un vino ottenuto principalmente da uve Barbera, con una piccola aggiunta di Freisa di Chieri e Cabernet Sauvignon. Le uve provengono dal vigneto Camilla situato nel comune di Pozzol Groppo in provincia di Alessandria. Il vino è vestito di colore granato profondo e cupo nelle sfumature. Naso ricco di frutta in confettura e note di incenso, lieve sfumatura erbacea ad accompagnare un bagaglio olfattivo che chiude sul pepe in grani. Palato vivo, avvolgente e sinuoso. Buona la personalità anche se, sul finale, la scia post aromatica rimane un po’ flebile rispetto a quanto percepita al naso.

82/100 – Colli Tortonesi Barbera Sette Zolle Cascina I Carpini 2008 (Cat. A)

Vino adatto se siete alla ricerca di una Barbera più spensierata e dal carattere giovanile. L’aggiunta di Croatina e Cabernet Sauvignon gli danno quel pizzico di complessità in più ed una maggiore incisività al palato. Un vino… per tutti.




  09  Agosto 2013
Adriano Salvi,
I Colli Tortonesi si trovano al crocevia di quattro regioni : Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Liguria. Facili da raggiungere grazie agli importanti nodi autostradali che interessano Tortona (l’antica Derthona romana), possono vantare una storia secolare per la vite e il vino e in anni più recenti un gruppo di aziende agricole si è messo in evidenza sul mercato nazionale ed estero, puntando con ottimi risultati alla qualità.

Tra i vini da me prediletti, fin da quando era sconosciuto ai più, ancora all’inizio degli anni ’90, c’è il Timorasso, vino bianco da vitigno autoctono che rischiava di scomparire e sarebbe stato un vero peccato.
Ancora oggi non è un vino da grandi numeri, si può dire tranquillamente che è raro, anche se la sua superficie vitata è aumentata, ma possiede delle caratteristiche, tra le quali una longevità stupefacente per un bianco, che lo rendono un grande vino non solo a livello piemontese ma nazionale, dote non di poco conto in una regione come la nostra di celebri rossi.
Vista la mia passione per il Timorasso, sono stato subito attirato dalla scoperta del primo spumante ottenuto dalle sue uve, questo “Chiaror sul Masso” che, lo confesso, mi ha anche colpito nel nome ispirato ai versi di un poeta da me molto amato.
"Spandea il suo chiaror per ogni banda la sorella del sole e fea d'argento gli arbori ch'a quel loco eran ghirlanda"
(Giacomo Leopardi - Cantica 1816)
Si tratta con ogni probabilità dell’unico o uno dei rari esempi di spumante realizzato con uve mature e vino invecchiato, per questo motivo ha un aroma pieno e maturo che si presta a qualsiasi occasione di consumo. L’ho anche provato “a tutto pasto” in una calda giornata estiva, con piena soddisfazione.
Classificabile come Spumante Brut, è prodotto senza alcuna fretta e con molta cura e numeri limitati (6.500 bottiglie per questo millesimo). La vendemmia avviene con raccolta leggermente anticipata e maturazione fenologica ottimale.
La fermentazione prevede una macerazione prefermentativa a freddo- Pie di cuve, fermentazione lenta a bassa temperatura.
Segue una lenta evoluzione in acciaio, con sedimentazione naturale a bassa temperatura per 18 mesi.
Le bottiglie vengono messe in commercio solo dopo 24 mesi dalla prima vendemmia.

Chiaror sul Masso, si presenta a metà fra un paglierino intenso e un dorato limpido, brillante
Le bollicine di questa annata sono fini, la spuma è ricca e profumata
Al naso sentori di lievito e pane lasciano spazio alle note tipiche minerali del vitigno accompagnate da frutto e leggero fiore
In bocca è decisamente equilibrato, fresco ed al contempo sapido, nuovamente minerale, persistente, con frutta matura ed evoluta
Paolo Carlo Ghislandi, è uno di quei vignaioli entusiasti del proprio lavoro che da sempre attirano la mia attenzione per creatività e ingegno. Un personaggio che vale la pena conoscere.
Le vigne della sua Cascina "I Carpini" si estendono contigue nella frazione di San Lorenzo nel Comune di Pozzol Groppo e vengono coltivate con grande attenzione per l’ambiente.
Ghislandi ha voluto tradurre le sensazioni organolettiche delle sue uve in colori per disegnare le etichette, scegliendo ogni nome in relazione all'identità di ciascun vino e di ciascuna vigna.
Tra questi citiamo il sontuoso “Brezza d’Estate” Colli Tortonesi Timorasso Doc, “Bruma d’Autunno” e “Falò d’Ottobre” entrambe Colli Tortonesi Barbera doc di bella personalità e “Rugiada del Mattino”, Colli Tortonesi Bianco doc di grande e sapida freschezza.
Come ricorda giustamente lo stesso produttore, sono vini eleganti, fini e complessi allo stesso tempo e si prestano all'invecchiamento in bottiglia, a secondo della temperatura di servizio sono capaci di esprimere sensazioni molto diverse.. tutte da scoprire.
Di prossima apertura in sede AGRICANTINA , una sala degustazione con possibilità di assaggio vini, visita guidata della cantina e delle vigne e spazio SPA per benessere e relax.




  07  Agosto 2013
Rinaldo Marcaccio - Avvinatore Bloggato - Brezza d'Estate 2008
Colli Tortonesi Timorasso doc Brezza d'Estate '08 di Cascina i Carpini

Per trovare refrigerio dal caldo torrido di questa prima decade d'agosto, nulla di meglio di una bella "Brezza d'Estate" proveniente direttamente dall'areale collinare sud-orientale piemontese.
Tentativo oggettivamente ed inevitabilmente velleitario, stante l'impertinenza del meteo agostano.
Viceversa assai proficuo per ciò che concerne il dato concreto dell'analisi gustativa e della capacità di tenuta di questo vino raro, rimasto sostanzialmente integro a distanza di 5 anni dalla vendemmia.
Il bel colore giallo paglia piuttosto carico, tendente al dorato, da la sensazione visiva del vino giunto a maturità.
Anche al naso le evidenze prevalenti sono quelle di gherigli di noce, agrume candito, nocciola, accenni idrocarburici, sfumature ossidative, che testimoniano un'evoluzione ormai a buon punto.
Quadro olfattivo intenso; integrato da frutto esotico e note vegetali di cetriolo, che compensano le impressioni più mature emerse in prima battuta.
Al gusto procede in piena continuità; laddove però, mineralità e freschezza tendono ora a sovrastare le parti morbide e la carica d'estratti, messe più in evidenza dalla precedente fase.
Nel complesso appare ancora vitale, per nulla seduto o appesantito dal tempo.
Forse col solo limite di un grip di persistenza non infinito.
Degustato in due step successivi a distanza di 24 ore l'uno dall'altro, mantiene sostanzialmente inalterato il quadro organolettico.

- bottiglia n° 310 delle 1.123 prodotte nell'annata -

Ottenuto da uva Timorasso: una delle oltre 650 varietà che fanno della bio-diversità ampelografica italiana, una ricchezza inestimabile e unica al mondo.

Vitigno difficile il Timorasso: sensibile alle variazioni climatiche, soggetto ad acinellatura.
Diffuso e ultimamente rivalorizzato da parte dei viticoltori locali, in un ambito territoriale estremamente circoscritto, corrispondente alla parte sud-orientale della regione Piemonte, nei pressi del confine lombardo-ligure.






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