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 Press/Rassegna Stampa

  03  Aprile 2015
4° Festival di Vini Italiani – The Unrevealed Edition
Beeld u in, de meest maffe wijnboer met de meest bijzondere wijnen. Dit is de beste manier om mr. Joie-de-vivre voor te stellen. Paolo Ghislandi van domein “I Carpini” is niet alleen een gastronomische genieter, maar maakt wijnen in dezelfde filosofie. Zijn wijnen zijn zoals zijn temperament. Hoe maffer hoe beter.

Colli Tortonesi ligt in het gebied rond Tortona, naast Alessandria. Een regio die niet zo bekend is, maar met adembenemende landschappen.
Zijn witte wijnen bestaan vooral uit de onbekende Timorasso druif, zijn rode wijnen op basis van Albarossa en Barbera. De wijnen worden op een zo natuurlijk mogelijke manier gemaakt en dat kunt u ook in de puurheid van de wijnen proeven.

Voorgestelde wijnen:

I Carpini – Chiaror Sul Masso – Spumante Methodo Ancestrale
I Carpini – Timorasso
I Carpini – Rugiada Del Mattino
Rebel Wine – Haters Gonna Hate
I Carpini – Barbera
I Carpini – Sette Zolle
I Carpini – Terre D’Ombra
I Carpini – La Fine del Mundo




  18  Marzo 2015
L’azienda vinicola “I Carpini” a Radio Gold
Riascolta l'ultima puntata di Wine & Gold, la nostra rubrica dedicata al vino e ai produttori del territorio in onda tutti i martedi dalle 15.10.

La scheda di Edy Perissinotto, sommelier di Wine & Gold sui prossimi ospiti.

"L’azienda vinicola “i Carpini” sorge all’interno della DOC Colli Tortonesi, zona di grande interesse enologico dove Barbera e Timorasso sono i prodotti di punta. Le colline boscose sono lo splendido scenario di un palcoscenico in cui le vigne interpretano il ruolo del protagonista principale, dando vita a vini eccellenti grazie a secoli di devozione e fatica dei vignaioli tortonesi.

La cascina I Carpini si trova a Pozzol Groppo, in frazione San Lorenzo, zona dalle caratteristiche microclimatiche ideali, grazie anche alla differenza termica accentuata tra giorno e notte, per sviluppare al meglio gli aromi delle uve, con terreni che donano una mineralità particolare ai vini.

I vigneti de I Carpini sono coltivati con tecniche studiate per rispettare il territorio, con alta densità di impianto e inerbimento dei filari. La vinificazione avviene solo con lieviti autoctoni, a temperature controllate e chiarifiche senza filtrazioni, dando ai vini caratteristiche peculiari e mantenendo il miglior corredo aromatico.

Tra i vini prodotti da segnalare la Barbera superiore ”Bruma d’Autunno”, ottenuta da vigne messe a dimora nei primi del ‘900 e il “Chiaror sul Masso”, uno spumante brut ottenuto da sole uve Timorasso.

Molto interessante l’etichetta “I Carpini Timorasso”, vino ottenuto dall’assemblaggio delle uve di diversi cru, macerazione a freddo delle bucce e fermentazione spontanea senza filtrazione, con chiarifica indotta da tempo e temperature.

Il colore è giallo paglierino intenso, con riflessi dorati, al naso esprime chiare note floreali seguite da sentori di frutta a polpa gialla e di mela ed una impronta minerale. Il Gusto evidenzia il carattere minerale, con buona freschezza e acidità ed adeguata persistenza, adatto ad antipasti, pesce e carni bianche, oltre che a formaggi a media stagionatura. Da provare con gamberoni alla griglia. Tra i pochi bianchi da invecchiamento, il Timorasso premia chi sa aspettare qualche anno prima di stapparlo.

Per l’abbinamento musicale consiglierei di degustarlo ascoltando “Gold” degli Spandau Ballet".




  30  Dicembre 2014
Identità golose - Frizzare nel 2015
Cinque etichette per far saltare tappi non convenzionali alla mezzanotte di San Silvestro ra pochi giorni, volenti o nolenti, l’atmosfera sarà frizzante. A qualcuno salteranno i nervi, a molti salteranno i tappi. Quelli realizzati apposta per resistere fino a 10 atmosfere di pressione generata dall’anidride carbonica prodotta dai Metodo Classico durante la seconda fermentazione in bottiglia. In molti faranno il botto. I più bravi non stringeranno la bottiglia al collo per evitare di perdere 1/3 del vino e di battezzare gli ospiti. I bambini, non potendo ancora brindare, si contenderanno i funghi di sughero finiti sotto il tavolo o dietro le tende. La coda lunga dei festeggiamenti natalizi sfocerà nella notte di San Silvestro e nei calici, ancor prima di mezzanotte, andranno in scena fuochi d’artificio di perlage. Senza dimenticare i grandi classici della spumantistica italiana e internazionale ci permettiamo di proporvi alcune hit suonate da vitigni poco cononosciuti, almeno nella loro veste brut o più o meno dosata.

Estratto dall'articolo originale :

Chiaror sul Masso 2010, Cascina Carpini
The Timorasso Experiment. Paolo Carlo Ghislandi, patron di Cascina Carpini, è – crediamo – l’unico a produrre un timorasso in versione spumantizzata. Mentre assaggiava dalla vasche il suo Timorasso fermo Brezza d’estate è stato colpito dal fulmine dell’avanguardia e ha deciso di usare il metodo Martinotti lungo per questa bollicina poco usuale. Cosa ne è uscito? Un Timorasso che ti avvolge in sentori di fiori di campo appena colti e di grafite, dotato di una spuma che ti riempie la bocca per poi svanire in note vegetali e amaricanti. Per noi perfetto con il vitello tonnato e il risotto ai porcini.




  29  Ottobre 2014
VdG - Italo - La pagella di Maddalena Baldini
Bruma d'Autunno 2008 La pagella di Maddalena Baldini 94/100





  26  Agosto 2014
Top 10 rare Italian grapes you need to know
Top 10 rare Italian grapes you need to know Our favourite winemaker: Paolo Carlo Ghislandi from Cantina I Carpini with “Brezza D’Estate”

You can find this grape mainly in Piedmonte near Tortona in the province of Alessandria. In “Colli Tortonesi DOC” you can find some amasing Timorasso’s. Don’t drink these wines too cold, you might ruin all the aroma’s of your wine. Some wineries are experimenting to produce this grape juice into amphora’s which can bring even more complexity to the grape.
These wines are medium-powerfull with great complexity. Aroma’s of ripe Jonagold apple with a slightly oxidative finish. Very interesting in foodpairings.




  30  Luglio 2014
Timorasso by Susan Hulme MW

The chance to taste a whole selection of wines made from the rare, white Timorasso grape variety was too tempting an opportunity to miss so in June I jumped at the offer to make this trip to the less well known, south- eastern part of Piedmont in the North West corner of Italy. Timorasso is the latest trendy white grape variety to create a stir in the wine press, grabbing the limelight when it was tasted at the recent Master Of Wine Symposium in Florence at a tasting of rare and unusual Italian grape varieties.

Cascina i Carpini, Rugiada del Mattino 2012 - This
winemaker is part of the natural winemaking movement.
Golden Sauternes-like colour, oxidative, nutty, butter,
toffee and spice, notes on nose - a little sherry-like. Dry,
savoury, tauter on palate, with lively, juicy acidity. A
cross between Fino sherry & toffee apple flavours.
Intriguing. 90

Cascina I Carpini Timorasso 2010 - Brezza D'Estate
(Summer Breeze). 201 0 was a special vintage we are
told. Limpid, shiny lemon-green colour. Incisive nose yet
delicate, ripe lemons, quince, sea breeze saltiness.
Complex, taut and savoury palate. Creamy, chalky texture
and with a savoury, dry, flintiness. Firmly structured,
precise and a little edgy. Exciting wine. If there was a 1 er
Cru of Timorasso this would be a good candidate. 94

» Visualizza l'allegato: Timorasso.pdf



  17  Luglio 2014
PANORAMA - Le feste vip della settimana
Le feste vip della settimana Giro del mondo tra gli eventi più glam dello showbiz Paolo Carlo Ghislandi ha onorato della sua presenza Webspot ed Hello Cooking Show con i vini di sua produzione Cascina I Carpini, direttamente dai colli Tortonesi

Il Garden dell’Hotel Manin ha ospitato il cooking show di Hello cooking show e Webspot, scuola di cucina di Enzo De Feo e della trend setter Francesca Lovatelli Caetani, che ha presentato in outfit Roberto Cavalli, l’evento “Insieme per Gustare”, grazie alla collaborazione di Rossana Morrone, ufficio stampa del Manin e giornalista esperta di turismo, per una serata dedicata al gusto e all’amicizia. Il Cooking Show e il corso di cucina era dedicato all’estate e ad alcuni prodotti dell’eccellenza italiana e “condito” da un coinvolgente dj set di Karin De Ponti all’insegna della soulful house e della deep house.
Gli Eventi WebSPOT (testata giornalistica online diretta da Francesca Lovatelli Caetani, esperta di tendenze, moda, lifestyle, costume, società) rappresentano un’ importante vetrina per prodotti alimentari, vini, moda, e tanto altro. La cucina, in sede e live per gli eventi esterni diventa anche il punto di riferimento per chi desidera vivere appieno una food experience attraverso incontri e presentazioni per approfondire diverse tematiche e per fare due chiacchiere con produttori, chef, pasticceri, nutrizionisti, dietologi, giornalisti, food e altri specialisti nel settore.
Lo chef Webspot Gregorio Ducatelli-esperienza internazionale e cultura mediterranea, ha preparato alcuni piatti e con la sua gentilezza, umiltà e pazienza, unite alla grande professionalità e all’instancabile entusiasmo per il suo lavoro-ha conquistato tutti, la Sommelier A.I.S. Betta Rainone ha proposto una degustazione di vini campani Vigna Pironti, per la precisione Rosso Puntillo, Lacryma Christi Rosso, Rosato Basole, Bianco Bocciarda Lachryma Christidieci ettari di terreno alle falde del Vesuvio, luogo di rara bellezza, che gode del microclima ideale per la coltivazione delle viti di Coda di Volpe, Caprettone, Falanghina, Piedirosso e Aglianico, Paolo Carlo Ghislandi ha onorato della sua presenza Webspot ed Hello Cooking Show con i vini di sua produzione Cascina I Carpini, direttamente dai colli Tortonesi. Incastonata nel profondo silenzio di una natura vergine ed incontaminata. La Cascina I Carpini si distingue per aver fatto della migliore tradizione vitivinicola di Qualità il cardine per ottenere una inedita e moderna interpretazione del Vino ottenuto naturalmente dalle varietà autoctone locali coltivate nel pieno rispetto dell'ecosistema.
Suggestivi i nomi dei vini,, come Chiaror sul Masso Spumante Brut 2010, abbinato al prosciutto Ruliano Perex Suctum di cui si sono tutti letteralmente innamorati.
Eccellenza italiana, tagliato live dalla bellissima e preparata Carlotta Montali, figlia di Daniele Montali, produttori da 3 generazioni. Ruliano Perex Suctum è 100% naturale, ha una lavorazione unica e personale by Daniele Montali e per questo prosciutto viene usato pochissimo sale marino, nessun conservante e additivo, solo aria dei monti, natura incontaminata e avanzata tecnologia per i rigorosi controlli.
La fantasia di prosciutto Ruliano Perex Suctum con melone è stato abbinato a Rugiada del Mattino 2012 Timorasso doc, i fagottini di prosciutto e caprino legati da erba cipollina a I Carpini Timorasso doc 2011, la pasta fredda alla Garibaldina, con prezzemolo, rucola, mozzarella Ponte Reale e il risotto con radicchio rosso e caprino alla Brezza d’Estate 2010 Timorasso doc.
Durante la serata tantissime le foto by Paolo della Bella e le interviste a cura di TvMondo.it , grazie alla presenza di Rossana Somenzi e dell’operatore Samuele.




  11  Luglio 2014
Hello Cooking Show!
La fantasia di prosciutto Ruliano Perex Suctum con melone è stato abbinato a Rugiada del Mattino 2012 Timorasso doc, i fagottini di prosciutto e caprino legati da erba cipollina a I Carpini Timorasso doc 2011, la pasta fredda alla Garibaldina, con prezzemolo, rucola, mozzarella Ponte Reale e il risotto con radicchio rosso e caprino alla Brezza d’Estate 2010 Timorasso doc.

Il Garden dell’Hotel Manin ha ospitato il cooking show di Hello Cooking Show e Webspot, scuola di cucina che ha presentato l’evento “Insieme per Gustare”, grazie alla collaborazione di Rossana Morrone, ufficio stampa del Manin e giornalista esperta di turismo, per una serata
dedicata al gusto e all’amicizia. Il Cooking Show e il corso di cucina era dedicato all’estate e ad alcuni prodotti dell’eccellenza italiana e “condito” da un coinvolgente dj set di Karin De Ponti all’insegna della soulful house e della deep house.

Lo chef Webspot Gregorio Ducatelli-esperienza internazionale e cultura mediterranea, ha preparato alcuni piatti e con la sua gentilezza, umiltà e pazienza, unite alla grande professionalità e all’instancabile entusiasmo per il suo lavoro-ha conquistato tutti, la Sommelier A.I.S. Betta Rainone ha proposto una degustazione di vini campani Vigna Pironti, per la precisione Rosso Puntillo, Lacryma Christi Rosso, Rosato Basole, Bianco Bocciarda Lachryma Christidieci ettari di terreno alle falde del Vesuvio, luogo di rara bellezza, che gode del microclima ideale per la coltivazione delle viti di Coda di Volpe, Caprettone, Falanghina, Piedirosso e Aglianico, Paolo Carlo Ghislandi ha onorato della sua presenza Webspot ed Hello Cooking Show con i vini di sua produzione Cascina I Carpini, direttamente dai colli Tortonesi. Incastonata nel profondo silenzio di una natura vergine ed incontaminata. La Cascina I Carpini si distingue per aver fatto della migliore tradizione vitivinicola di Qualità il cardine per ottenere una inedita e moderna interpretazione del Vino ottenuto naturalmente dalle varietà autoctone locali coltivate nel pieno rispetto dell’ecosistema. Suggestivi i nomi dei vini,, come Chiaror sul Masso Spumante Brut 2010, abbinato al prosciutto Ruliano Perex Suctum di cui si sono tutti letteralmente innamorati.Eccellenza italiana, tagliato live dalla bellissima e preparata Carlotta Montali, figlia di Daniele Montali, produttori da 3 generazioni. Ruliano Perex Suctum è 100% naturale, ha una lavorazione unica e personale by Daniele Montali e per questo prosciutto viene usato pochissimo sale marino, nessun conservante e additivo, solo aria dei monti, natura incontaminata e avanzata tecnologia per i rigorosi controlli.
La fantasia di prosciutto Ruliano Perex Suctum con melone è stato abbinato a Rugiada del Mattino 2012 Timorasso doc, i fagottini di prosciutto e caprino legati da erba cipollina a I Carpini Timorasso doc 2011, la pasta fredda alla Garibaldina, con prezzemolo, rucola, mozzarella Ponte Reale e il risotto con radicchio rosso e caprino alla Brezza d’Estate 2010 Timorasso doc.
Durante la serata tantissime le foto by Paolo della Bella e le interviste a cura di TvMondo.it, grazie alla presenza di Rossana Somenzi e dell’operatore Samuele.
D’obbligo la foto davanti al back drop, prima di iniziare il viaggio nei sapori, quelli del nostro miglior Made in Italy. Hello Cooking Show!




  07  Luglio 2014
Officina Enoica-Milano. Li chiama vini d’arte, Paolo Ghislandi.
Cascina I Carpini Paolo Carlo Ghislandi

Li chiama vini d’arte, Paolo Ghislandi. Di certo la cura inizia in vigna e arriva fino all’etichetta, in modo del tutto naturale. Così racconta Paolo: “Abbiamo cercato a lungo un luogo dove vivere, crescere uve sane e ottenere vini che rispondessero alle nostre intuizioni. Abbiamo trovato sui Colli tortonesi un luogo che esiste fuori dal tempo, incontaminato, dove i silenzi si possono ascoltare. Abbiamo acquistato prati vergini, ricchi di preziose sostanze naturali e, dopo averli attentamente analizzati, abbiamo progettato e realizzato la nostra idea di vitivinicoltura”. A Cascina I Carpini ogni cosa — anche l’intervento umano - ha infatti l’intento di preservare gli equilibri naturali esistenti. “Abbiamo progettato tutte le vigne perché si possa ridurre al massimo l’impatto ambientale, usiamo prodotti ammessi dal regolamento biologico e spesso in misura ridotta. Anche nella bottiglia si ritrova la nostra semplice filosofia che prevede di avere sotto controllo ogni particolare affinché la natura trovi le condizioni migliori per fare il suo corso naturale. Lavoriamo con orgoglio solo le nostre uve, principalmente Barbera e Timorasso per ottenere vini eleganti, fini, da lungo invecchiamento”. Un microclima straordinario e unico aiuta Paolo a ottenere vini che hanno tra le loro peculiarità “mineralità, freschezza, longevità, profumi ed eleganza”.

Colli tortonesi Doc Timorasso Brezza d’esta- te, Colli tortonesi Doc Barbera superiore Bruma d’autunno, Colli tortonesi Doc Bianco Rugiada del mattino.

Biologico




  18  Giugno 2014
Nei Colli Tortonesi, a scuola di Timorasso
e alla Cascina i Carpini (altra bella realtà, con vini di grande freschezza) provano i contenitori di ceramica.

Nell’estremo lembo sudorientale del Piemonte, tra Tortona e la Val Borbera, c’è un territorio incastonato fra valli parallele tra loro, dove la parlata delle persone assume accenti bizzarri. Siamo tra le valli Grue, Ossona e Curone, in quella porzione di Basso Piemonte della provincia di Alessandria a due passi dalle province di Pavia, Piacenza, Parma e Genova. Un dedalo di percorsi, vette dalle quali tentare di scorgere il mare, sentieri di contrabbandieri o partigiani. Parlate e accenti influenzati dagli incroci famigliari, o dal destino lavorativo degli uomini. Questa terra è fatta di colli dove il prato si alterna al bosco, gli alberi da frutto alla vite. Siamo nei Colli Tortonesi, territorio influenzato dalle culture di passaggio, magari incerto e scomodo, tra i monti, il mare e la pianura Padana. Eravamo già stati altre volte qui, quasi sempre al seguito della passione per il vino e la cucina di queste parti, anch’essa contaminata in positivo dalla vicinanza con tre altre regioni. Ci siamo tornati una domenica di giugno, approfittando dell’invito di Slow Food Piemonte e della Condotta del Tortonese, in occasione di quella bella iniziativa che in dialetto si chiama “Quatar pass per Timurass”.

Protagonista il Timorasso, vitigno autoctono a bacca bianca, riscoperto e rilanciato dalla fine degli anni ‘90 grazie a Walter Massa, dotato di spiccata mineralità e di un potenziale di invecchiamento non consueto per un vino bianco. L’obiettivo della giornata è parso subito chiaro: gironzolare alla scoperta del territorio, in una sorta di caccia al tesoro rappresentata dall’ospitalità di una ventina di cantine. Chi ha partecipato senza farsi cogliere dalla frenesia di visitarne il maggior numero possibile, nello spirito della lentezza e del piacere di conoscere tipico dell’associazione che ha proposto l’iniziativa, ha scoperto non solo le aziende, ma anche la varietà di prodotti offerti dalla natura, gli scorci impagabili sulle valli, la pulizia delle vigne, i calanchi e la maestosità dei paesaggi. Ovunque abbiamo chiacchierato con la gente, visitatori attenti o spaesati, bambini fuori a giocare nel prato, mogli o mariti al fresco delle topie, altri a degustare i prodotti della vigna e della cucina. Tutti erano entusiasti della famigliarità dell’accoglienza in ogni singola cantina, della ricchezza di proposte di etichette ed eccellenze alimentari. Tanti sono ripartiti con il bagagliaio dell’auto zeppo di bottiglie, altri hanno stipato il medesimo con cassette di frutta, forme di Montébore o qualche salame nobile del Giarolo.


Scegliere quali aziende visitare era facile e difficile allo stesso tempo. I nostri preferiti, da sempre, sono i vini di Mariotto, Massa, Mutti e Colombera. Assaggiamo quei Timorasso da anni (il nostro primo fu un 1996, ai Cacciatori di Cartosio) e ci sembra di ricordare le vendemmie una per una. Ma quando si partecipa ad una manifestazione di questo tipo predomina il gusto della scoperta, la voglia di verificare realtà che si conoscono di meno. Ecco, allora, che la scelta in alcuni casi è stata mirata a ritrovare uomini e donne che lavorano questa terra con passione e competenza, per fermarsi a chiacchierare con loro in armonia; in altri casi ha avuto la meglio il desiderio di scoprire realtà giovani, non ancora pienamente affermate, ma che mostrano qualità ed entusiasmo in ugual misura ai primi.


Abbiamo deciso di non passare da Claudio Mariotto e Elisa Semino, perché i loro Timorasso li avevamo degustati pochi giorni prima grazie ad una bella iniziativa della Banca del Vino di Pollenzo. Per noi si tratta di due conferme, con il Derthona 2011 di Mariotto frutto di un’annata calda e che ha bisogno di tempo, mentre il 2005 è nervoso e scattante, minerale come pochi, non una sorpresa per chi ne segue l’evoluzione anno per anno. Rispetto alla Colombera, invece, il Montino 2009 ha grande equilibrio, è mieloso e grasso, sapido e di grande persistenza, mentre il 2012 oggi ha naso agrumato e bocca fresca, in attesa di aprirsi. Da loro torneremo in privato, come andremo da Andrea Mutti, che ha perso il papà da poco e non era nello spirito di festeggiare. Ma il suo Castagnoli lo abbiamo nel cuore, Timorasso di grande finezza, con una longevità infinita.


Il nostro itinerario è partito da Monleale, dalla cascina di Walter Massa. Il padre del Timorasso ha mille frecce al suo arco: ottimi i Derthona, grasso e possente lo Sterpi 2011, un capolavoro il Montecitorio 2010. Ma il vino che non avremmo mai smesso di bere è il Costa del Vento 2011, insieme strutturato ed elegante, per noi uno dei più grandi bianchi della penisola nell’annata.


Tappa successiva la Val Curone, con la cantina di Paolo Poggio a Brignano Frascata, tre ettari di vigna, ma anche meli, peri e peschi. Quattro le annate in degustazione per il Timorasso Ronchetto: ormai troppo evoluto il 2003, frutto di un millesimo torrido; un po’ seduto il 2008, al contrario originato da una stagione più fresca; buono il 2012, che può solo migliorare; notevole il 2011, già oggi bello al naso e in bocca, di grande sapidità e molto fine. Salendo a Montemarzino, tappa obbligata da Pomodolce, in quella riposante location che è il Ristorante da Giuseppe. Qui abbiamo ritrovato il Grue versione 2008, concentrato e minerale,ma anche il Diletto che già nel 2007 ci aveva fatto godere. Il Diletto 2012 promette altrettanto, ma anche il Petit Derthona può ritagliarsi una bella fetta di mercato, considerato il prezzo assolutamente competitivo.

2014-06-08 15.12.34

Attraversata la Val Grue, eccoci in Valle Ossona da Luigi Boveri a Montale Celli. Lui è una persona dolcissima, con una passione che si legge sul viso. Fa vini buonissimi, anche quelli più facili come il Cortese ed il Rosato. Ci appassiona la sua Barbera Poggio delle Amarene. Ma il top è l’etichetta Filari di Timorasso, sostanzioso e pieno nella versione 2012. Poco dopo Costa Vescovato ci si butta giù dalla collina e si raggiunge la cascina di Ricci, un paradiso in terra. I suoi vini sono come il personaggio, fatti di spigoli e di scoperte. Ama sperimentare, prova lunghe macerazioni sulle bucce per i bianchi, sperimentazioni in ossidazione e vini che si presentano più evoluti del consueto. Né chiarifiche, né filtrazioni: il vino, come l’uomo, è così, vero e autentico. Del resto, anche Mariotto sta provando a mettere il suo Pitasso in anfora, Walter Massa è spesso tra Carso e Slovenia (chissà perché…) e alla Cascina i Carpini (altra bella realtà, con vini di grande freschezza) provano i contenitori di ceramica. Insomma, il mondo del Timorasso è in pieno fermento e c’è da attendersi qualche ulteriore novità, magari già dalla prossima vendemmia. Nel frattempo, però, gustatevi questi vini, che sono la fine del mondo!

Fabrizio Bellone






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