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 Press/Rassegna Stampa

  17  Luglio 2014
PANORAMA - Le feste vip della settimana
Le feste vip della settimana Giro del mondo tra gli eventi più glam dello showbiz Paolo Carlo Ghislandi ha onorato della sua presenza Webspot ed Hello Cooking Show con i vini di sua produzione Cascina I Carpini, direttamente dai colli Tortonesi

Il Garden dell’Hotel Manin ha ospitato il cooking show di Hello cooking show e Webspot, scuola di cucina di Enzo De Feo e della trend setter Francesca Lovatelli Caetani, che ha presentato in outfit Roberto Cavalli, l’evento “Insieme per Gustare”, grazie alla collaborazione di Rossana Morrone, ufficio stampa del Manin e giornalista esperta di turismo, per una serata dedicata al gusto e all’amicizia. Il Cooking Show e il corso di cucina era dedicato all’estate e ad alcuni prodotti dell’eccellenza italiana e “condito” da un coinvolgente dj set di Karin De Ponti all’insegna della soulful house e della deep house.
Gli Eventi WebSPOT (testata giornalistica online diretta da Francesca Lovatelli Caetani, esperta di tendenze, moda, lifestyle, costume, società) rappresentano un’ importante vetrina per prodotti alimentari, vini, moda, e tanto altro. La cucina, in sede e live per gli eventi esterni diventa anche il punto di riferimento per chi desidera vivere appieno una food experience attraverso incontri e presentazioni per approfondire diverse tematiche e per fare due chiacchiere con produttori, chef, pasticceri, nutrizionisti, dietologi, giornalisti, food e altri specialisti nel settore.
Lo chef Webspot Gregorio Ducatelli-esperienza internazionale e cultura mediterranea, ha preparato alcuni piatti e con la sua gentilezza, umiltà e pazienza, unite alla grande professionalità e all’instancabile entusiasmo per il suo lavoro-ha conquistato tutti, la Sommelier A.I.S. Betta Rainone ha proposto una degustazione di vini campani Vigna Pironti, per la precisione Rosso Puntillo, Lacryma Christi Rosso, Rosato Basole, Bianco Bocciarda Lachryma Christidieci ettari di terreno alle falde del Vesuvio, luogo di rara bellezza, che gode del microclima ideale per la coltivazione delle viti di Coda di Volpe, Caprettone, Falanghina, Piedirosso e Aglianico, Paolo Carlo Ghislandi ha onorato della sua presenza Webspot ed Hello Cooking Show con i vini di sua produzione Cascina I Carpini, direttamente dai colli Tortonesi. Incastonata nel profondo silenzio di una natura vergine ed incontaminata. La Cascina I Carpini si distingue per aver fatto della migliore tradizione vitivinicola di Qualità il cardine per ottenere una inedita e moderna interpretazione del Vino ottenuto naturalmente dalle varietà autoctone locali coltivate nel pieno rispetto dell'ecosistema.
Suggestivi i nomi dei vini,, come Chiaror sul Masso Spumante Brut 2010, abbinato al prosciutto Ruliano Perex Suctum di cui si sono tutti letteralmente innamorati.
Eccellenza italiana, tagliato live dalla bellissima e preparata Carlotta Montali, figlia di Daniele Montali, produttori da 3 generazioni. Ruliano Perex Suctum è 100% naturale, ha una lavorazione unica e personale by Daniele Montali e per questo prosciutto viene usato pochissimo sale marino, nessun conservante e additivo, solo aria dei monti, natura incontaminata e avanzata tecnologia per i rigorosi controlli.
La fantasia di prosciutto Ruliano Perex Suctum con melone è stato abbinato a Rugiada del Mattino 2012 Timorasso doc, i fagottini di prosciutto e caprino legati da erba cipollina a I Carpini Timorasso doc 2011, la pasta fredda alla Garibaldina, con prezzemolo, rucola, mozzarella Ponte Reale e il risotto con radicchio rosso e caprino alla Brezza d’Estate 2010 Timorasso doc.
Durante la serata tantissime le foto by Paolo della Bella e le interviste a cura di TvMondo.it , grazie alla presenza di Rossana Somenzi e dell’operatore Samuele.




  11  Luglio 2014
Hello Cooking Show!
La fantasia di prosciutto Ruliano Perex Suctum con melone è stato abbinato a Rugiada del Mattino 2012 Timorasso doc, i fagottini di prosciutto e caprino legati da erba cipollina a I Carpini Timorasso doc 2011, la pasta fredda alla Garibaldina, con prezzemolo, rucola, mozzarella Ponte Reale e il risotto con radicchio rosso e caprino alla Brezza d’Estate 2010 Timorasso doc.

Il Garden dell’Hotel Manin ha ospitato il cooking show di Hello Cooking Show e Webspot, scuola di cucina che ha presentato l’evento “Insieme per Gustare”, grazie alla collaborazione di Rossana Morrone, ufficio stampa del Manin e giornalista esperta di turismo, per una serata
dedicata al gusto e all’amicizia. Il Cooking Show e il corso di cucina era dedicato all’estate e ad alcuni prodotti dell’eccellenza italiana e “condito” da un coinvolgente dj set di Karin De Ponti all’insegna della soulful house e della deep house.

Lo chef Webspot Gregorio Ducatelli-esperienza internazionale e cultura mediterranea, ha preparato alcuni piatti e con la sua gentilezza, umiltà e pazienza, unite alla grande professionalità e all’instancabile entusiasmo per il suo lavoro-ha conquistato tutti, la Sommelier A.I.S. Betta Rainone ha proposto una degustazione di vini campani Vigna Pironti, per la precisione Rosso Puntillo, Lacryma Christi Rosso, Rosato Basole, Bianco Bocciarda Lachryma Christidieci ettari di terreno alle falde del Vesuvio, luogo di rara bellezza, che gode del microclima ideale per la coltivazione delle viti di Coda di Volpe, Caprettone, Falanghina, Piedirosso e Aglianico, Paolo Carlo Ghislandi ha onorato della sua presenza Webspot ed Hello Cooking Show con i vini di sua produzione Cascina I Carpini, direttamente dai colli Tortonesi. Incastonata nel profondo silenzio di una natura vergine ed incontaminata. La Cascina I Carpini si distingue per aver fatto della migliore tradizione vitivinicola di Qualità il cardine per ottenere una inedita e moderna interpretazione del Vino ottenuto naturalmente dalle varietà autoctone locali coltivate nel pieno rispetto dell’ecosistema. Suggestivi i nomi dei vini,, come Chiaror sul Masso Spumante Brut 2010, abbinato al prosciutto Ruliano Perex Suctum di cui si sono tutti letteralmente innamorati.Eccellenza italiana, tagliato live dalla bellissima e preparata Carlotta Montali, figlia di Daniele Montali, produttori da 3 generazioni. Ruliano Perex Suctum è 100% naturale, ha una lavorazione unica e personale by Daniele Montali e per questo prosciutto viene usato pochissimo sale marino, nessun conservante e additivo, solo aria dei monti, natura incontaminata e avanzata tecnologia per i rigorosi controlli.
La fantasia di prosciutto Ruliano Perex Suctum con melone è stato abbinato a Rugiada del Mattino 2012 Timorasso doc, i fagottini di prosciutto e caprino legati da erba cipollina a I Carpini Timorasso doc 2011, la pasta fredda alla Garibaldina, con prezzemolo, rucola, mozzarella Ponte Reale e il risotto con radicchio rosso e caprino alla Brezza d’Estate 2010 Timorasso doc.
Durante la serata tantissime le foto by Paolo della Bella e le interviste a cura di TvMondo.it, grazie alla presenza di Rossana Somenzi e dell’operatore Samuele.
D’obbligo la foto davanti al back drop, prima di iniziare il viaggio nei sapori, quelli del nostro miglior Made in Italy. Hello Cooking Show!




  07  Luglio 2014
Officina Enoica-Milano. Li chiama vini d’arte, Paolo Ghislandi.
Cascina I Carpini Paolo Carlo Ghislandi

Li chiama vini d’arte, Paolo Ghislandi. Di certo la cura inizia in vigna e arriva fino all’etichetta, in modo del tutto naturale. Così racconta Paolo: “Abbiamo cercato a lungo un luogo dove vivere, crescere uve sane e ottenere vini che rispondessero alle nostre intuizioni. Abbiamo trovato sui Colli tortonesi un luogo che esiste fuori dal tempo, incontaminato, dove i silenzi si possono ascoltare. Abbiamo acquistato prati vergini, ricchi di preziose sostanze naturali e, dopo averli attentamente analizzati, abbiamo progettato e realizzato la nostra idea di vitivinicoltura”. A Cascina I Carpini ogni cosa — anche l’intervento umano - ha infatti l’intento di preservare gli equilibri naturali esistenti. “Abbiamo progettato tutte le vigne perché si possa ridurre al massimo l’impatto ambientale, usiamo prodotti ammessi dal regolamento biologico e spesso in misura ridotta. Anche nella bottiglia si ritrova la nostra semplice filosofia che prevede di avere sotto controllo ogni particolare affinché la natura trovi le condizioni migliori per fare il suo corso naturale. Lavoriamo con orgoglio solo le nostre uve, principalmente Barbera e Timorasso per ottenere vini eleganti, fini, da lungo invecchiamento”. Un microclima straordinario e unico aiuta Paolo a ottenere vini che hanno tra le loro peculiarità “mineralità, freschezza, longevità, profumi ed eleganza”.

Colli tortonesi Doc Timorasso Brezza d’esta- te, Colli tortonesi Doc Barbera superiore Bruma d’autunno, Colli tortonesi Doc Bianco Rugiada del mattino.

Biologico




  18  Giugno 2014
Nei Colli Tortonesi, a scuola di Timorasso
e alla Cascina i Carpini (altra bella realtà, con vini di grande freschezza) provano i contenitori di ceramica.

Nell’estremo lembo sudorientale del Piemonte, tra Tortona e la Val Borbera, c’è un territorio incastonato fra valli parallele tra loro, dove la parlata delle persone assume accenti bizzarri. Siamo tra le valli Grue, Ossona e Curone, in quella porzione di Basso Piemonte della provincia di Alessandria a due passi dalle province di Pavia, Piacenza, Parma e Genova. Un dedalo di percorsi, vette dalle quali tentare di scorgere il mare, sentieri di contrabbandieri o partigiani. Parlate e accenti influenzati dagli incroci famigliari, o dal destino lavorativo degli uomini. Questa terra è fatta di colli dove il prato si alterna al bosco, gli alberi da frutto alla vite. Siamo nei Colli Tortonesi, territorio influenzato dalle culture di passaggio, magari incerto e scomodo, tra i monti, il mare e la pianura Padana. Eravamo già stati altre volte qui, quasi sempre al seguito della passione per il vino e la cucina di queste parti, anch’essa contaminata in positivo dalla vicinanza con tre altre regioni. Ci siamo tornati una domenica di giugno, approfittando dell’invito di Slow Food Piemonte e della Condotta del Tortonese, in occasione di quella bella iniziativa che in dialetto si chiama “Quatar pass per Timurass”.

Protagonista il Timorasso, vitigno autoctono a bacca bianca, riscoperto e rilanciato dalla fine degli anni ‘90 grazie a Walter Massa, dotato di spiccata mineralità e di un potenziale di invecchiamento non consueto per un vino bianco. L’obiettivo della giornata è parso subito chiaro: gironzolare alla scoperta del territorio, in una sorta di caccia al tesoro rappresentata dall’ospitalità di una ventina di cantine. Chi ha partecipato senza farsi cogliere dalla frenesia di visitarne il maggior numero possibile, nello spirito della lentezza e del piacere di conoscere tipico dell’associazione che ha proposto l’iniziativa, ha scoperto non solo le aziende, ma anche la varietà di prodotti offerti dalla natura, gli scorci impagabili sulle valli, la pulizia delle vigne, i calanchi e la maestosità dei paesaggi. Ovunque abbiamo chiacchierato con la gente, visitatori attenti o spaesati, bambini fuori a giocare nel prato, mogli o mariti al fresco delle topie, altri a degustare i prodotti della vigna e della cucina. Tutti erano entusiasti della famigliarità dell’accoglienza in ogni singola cantina, della ricchezza di proposte di etichette ed eccellenze alimentari. Tanti sono ripartiti con il bagagliaio dell’auto zeppo di bottiglie, altri hanno stipato il medesimo con cassette di frutta, forme di Montébore o qualche salame nobile del Giarolo.


Scegliere quali aziende visitare era facile e difficile allo stesso tempo. I nostri preferiti, da sempre, sono i vini di Mariotto, Massa, Mutti e Colombera. Assaggiamo quei Timorasso da anni (il nostro primo fu un 1996, ai Cacciatori di Cartosio) e ci sembra di ricordare le vendemmie una per una. Ma quando si partecipa ad una manifestazione di questo tipo predomina il gusto della scoperta, la voglia di verificare realtà che si conoscono di meno. Ecco, allora, che la scelta in alcuni casi è stata mirata a ritrovare uomini e donne che lavorano questa terra con passione e competenza, per fermarsi a chiacchierare con loro in armonia; in altri casi ha avuto la meglio il desiderio di scoprire realtà giovani, non ancora pienamente affermate, ma che mostrano qualità ed entusiasmo in ugual misura ai primi.


Abbiamo deciso di non passare da Claudio Mariotto e Elisa Semino, perché i loro Timorasso li avevamo degustati pochi giorni prima grazie ad una bella iniziativa della Banca del Vino di Pollenzo. Per noi si tratta di due conferme, con il Derthona 2011 di Mariotto frutto di un’annata calda e che ha bisogno di tempo, mentre il 2005 è nervoso e scattante, minerale come pochi, non una sorpresa per chi ne segue l’evoluzione anno per anno. Rispetto alla Colombera, invece, il Montino 2009 ha grande equilibrio, è mieloso e grasso, sapido e di grande persistenza, mentre il 2012 oggi ha naso agrumato e bocca fresca, in attesa di aprirsi. Da loro torneremo in privato, come andremo da Andrea Mutti, che ha perso il papà da poco e non era nello spirito di festeggiare. Ma il suo Castagnoli lo abbiamo nel cuore, Timorasso di grande finezza, con una longevità infinita.


Il nostro itinerario è partito da Monleale, dalla cascina di Walter Massa. Il padre del Timorasso ha mille frecce al suo arco: ottimi i Derthona, grasso e possente lo Sterpi 2011, un capolavoro il Montecitorio 2010. Ma il vino che non avremmo mai smesso di bere è il Costa del Vento 2011, insieme strutturato ed elegante, per noi uno dei più grandi bianchi della penisola nell’annata.


Tappa successiva la Val Curone, con la cantina di Paolo Poggio a Brignano Frascata, tre ettari di vigna, ma anche meli, peri e peschi. Quattro le annate in degustazione per il Timorasso Ronchetto: ormai troppo evoluto il 2003, frutto di un millesimo torrido; un po’ seduto il 2008, al contrario originato da una stagione più fresca; buono il 2012, che può solo migliorare; notevole il 2011, già oggi bello al naso e in bocca, di grande sapidità e molto fine. Salendo a Montemarzino, tappa obbligata da Pomodolce, in quella riposante location che è il Ristorante da Giuseppe. Qui abbiamo ritrovato il Grue versione 2008, concentrato e minerale,ma anche il Diletto che già nel 2007 ci aveva fatto godere. Il Diletto 2012 promette altrettanto, ma anche il Petit Derthona può ritagliarsi una bella fetta di mercato, considerato il prezzo assolutamente competitivo.

2014-06-08 15.12.34

Attraversata la Val Grue, eccoci in Valle Ossona da Luigi Boveri a Montale Celli. Lui è una persona dolcissima, con una passione che si legge sul viso. Fa vini buonissimi, anche quelli più facili come il Cortese ed il Rosato. Ci appassiona la sua Barbera Poggio delle Amarene. Ma il top è l’etichetta Filari di Timorasso, sostanzioso e pieno nella versione 2012. Poco dopo Costa Vescovato ci si butta giù dalla collina e si raggiunge la cascina di Ricci, un paradiso in terra. I suoi vini sono come il personaggio, fatti di spigoli e di scoperte. Ama sperimentare, prova lunghe macerazioni sulle bucce per i bianchi, sperimentazioni in ossidazione e vini che si presentano più evoluti del consueto. Né chiarifiche, né filtrazioni: il vino, come l’uomo, è così, vero e autentico. Del resto, anche Mariotto sta provando a mettere il suo Pitasso in anfora, Walter Massa è spesso tra Carso e Slovenia (chissà perché…) e alla Cascina i Carpini (altra bella realtà, con vini di grande freschezza) provano i contenitori di ceramica. Insomma, il mondo del Timorasso è in pieno fermento e c’è da attendersi qualche ulteriore novità, magari già dalla prossima vendemmia. Nel frattempo, però, gustatevi questi vini, che sono la fine del mondo!

Fabrizio Bellone




  04  Giugno 2014
Convivio 2014: la moda si lega alle grandi firme del vino italiano nel segno della solidarietà
Un altro esempio di come l'enologia italiana si impegni nel sociale!

Paolo Carlo Ghislandi, titolare della Cascina I Carpini, ha subito dato il suo ok, mettendo a disposizione il meglio della sua produzione e un supporto economico per Convivio, la nota manifestazione nata per volere di Gianni Versace oramai arrivata alla 12^ edizione. Un'occasione unica che dal 13 al 17 giugno porterà nella fiera di Milano city circa 40mila visitatori e acquirenti. La nobile finalità della mostra mercato è una garanzia di successo e l'introduzione di uno spazio dedicato per intero alle migliori etichette dell'enologia italiana fa di certo la differenza: una vera e propria Enoteca nella quale sarà possibile trovare ottimi vini.



La Cascina I Carpini ha dato piena disponibilità capendo quando possa essere giusto impegnarsi in iniziative di questo genere sia per dare sostegno alla ricerca, sia per dare un taglio nuovo e diverso al comparto. "Dobbiamo fare quanto ci è possibile per intervenire in modo mirato e utile verso queste nobili iniziative" dice Ghislandi "penso che ne valga davvero la pena e penso che sia una maniera diretta anche per far conoscere i nostri prodotti. L'interesse, la curiosità del pubblico verso le bottiglie che io e i miei colleghi produttori abbiamo omaggiato è un'ottima strategia di comunicazione, ovviamente senza nulla togliere alla volontà di essere d'aiuto alla ricerca di Anlaids che rimane sempre la finalità di Convivio".



La Cascina I Carpini metterà sugli scaffali dell'Enoteca Convivio ben 7 etichette a base di timorasso e barbera, uve autoctone del Piemonte, coltivate nell'area della provincia di Alessandria: Timorasso Doc e Barbera Doc della linea "I Carpini", Colli Tortonesi Doc Timorasso "Rugiada del Mattino", Colli Tortonesi Doc Barbera "Sette Zolle", Colli Tortonesi Doc Barbera Riserva "Bruma d'Autunno", Colli Tortonesi Doc Timorasso "Brezza d'Estate" e lo Spumante Brut "Chiaror sul masso".



Paolo Ghislandi ha fondato la cantina nel 1998 e, da subito, è riuscito ha dare degna collocazione alla sua produzione e alla sua filosofia: territorio e tradizioni devono essere trasferiti nel bicchiere con vini curati in ogni dettaglio, sempre a testimonianza del loro passato. Non a caso ha applicato alla scelta dei terreni sui quali piantare le vigne uno studio attento e meticoloso, volto alla salvaguardia dell'ecosistema e alla produzione di uve seguendo tutte le procedure e i tempi dettati dalla natura. Tutto ciò che è stato deve essere conservato con cura ma deve essere rivisto in chiave moderna, così da poter unire l'esperienza dei tempi più lontani alla volontà di presentare un futuro sano e ben organizzato.




  02  Giugno 2014
Una domenica tra amici e Timorasso in Clayver.
Aprire un’enoteca mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti, quelli di mio marito Alessio e, con piacere, anche quello dei clienti nel mondo del vino. Ci siamo appassionati a conoscere vini particolari, autoctoni e/o sconosciuti a tanta gente. Qui voglio raccontare di una gita fuori porta, una giornata particolarmente felice, appagante e ormai passata….

Con il massacro filosserico abbiamo perso diverse tipologie di vitigni, alcuni sono caduti nell’oblio, in favore di varietà più produttive e facili, come addormentati, in attesa che qualcuno li riscoprisse.
Tra queste varietà a rischio estinzione c’è il Timorasso e tra questi “qualcuno” c’è Paolo Carlo Ghislandi, fondatore della Cascina I Carpini, che nel 1998 ha dato vita, con la famiglia, in Piemonte, sui Colli Tortonesi, al confine con il sud della Lombardia, tra l’ Emilia Romagna e la Liguria, ad una nuova realtà vinicola, condividendo la passione di alcuni vignaioli che, proprio in quegli anni, stavano riscoprendo questo vitigno.
Io sono milanese, come lui … quando mi aveva raccontato la sua storia, durante il raduno dei “Sovversivi del gusto” , di cui ho scritto precedentemente, ho pensato che fosse pazzo; adoro Milano, sono inquinata dalla sua frenesia, dal lavoro, dal perenne movimento …. Posso stare fuori città per un periodo limitato, poi subentra l’astinenza!!!
Decidere di andare a vivere lontano è per me impensabile!!!
Lui c’è riuscito: complimenti per il coraggio!!!
Da un anno mi invitava ad andarlo a trovare ma per un motivo mio o un altro suo, ho sempre rimandato. Poi ci parliamo un mercoledì, stesso invito e mi sento un verme perché non ho mai colto la palla al balzo, così sparo: “domenica sei a casa? Si? Allora aspettami!!!”
Quando mi presento alla sua porta, capisco il perché della sua scelta esistenziale, perché è di questo che si tratta:ESISTERE.
Dunque domenica mattina con mio marito siamo in partenza e parlando con Paolo Sacchetti, nuovo collega in questo fantastico gruppo di DiTestaediGola, mi chiede se sto andando alla Cascina I Carpini ed alla mia risposta affermativa, mette in corsa moglie e due amici e decide di raggiungerci in cantina!!!
Che giornata fantastica abbiamo passato e che bello trovarsi con gente che condivide i tuoi interessi con tanto entusiasmo: non ci eravamo mai visti e in 5 minuti avevamo già scaldato ambiente ed animi!!!
Facciamo il giro dell’azienda, partendo dalle vigne che si espandono davanti ed a fianco della casa.
La famiglia Ghislandi ha scelto con molta cura la zona dove piantarle, tra alpi da una parte e prealpi dall’altra, per sfruttare al massimo i venti ascensionali che spirano costantemente in questa giornata solare ma un po’ fresca. I boschi circondano il territorio proteggendo il prezioso tesoro, senza soffocarlo, facendo anche da sentinella e controllo sulla gemmatura o l’attacco di parassiti nocivi (sono piante scelte perché seguono il ciclo vegetativo della vigna anticipandone i sintomi patologici).
Tra il bosco e le viti più pregiate Paolo ha perimetrato tutto con due filari di Cabernet, che essendo amarognolo e speziato nonché tardivo tiene lontani gli animali del bosco, come i cinghiali, ghiotti dei germogli dell’uva dolce.
Il nostro ospite, racconta che ha voluto partecipare attivamente alla preservazione di un vitigno quasi estinto, quasi dimenticato …. e favoloso: il Timorasso. Secoli addietro si contendeva, insieme al Cortese il titolo del vitigno più coltivato per un consumo diretto.
Oggi, per la sua rarità ma soprattutto per la sua qualità è un vino pregiato per colore, profumo e sentore.
Tanto è dovuto all’esposizione delle vigne ma anche al fatto che sono situate tra il mare e le Alpi.
Tra questo e la falda acquifera che passa sotto di esse si è creato un microclima unico. La zona si è prestata per tanti anni anche alla coltivazione di erba medica, che continua ad esistere tra queste colline, arricchendo in maniera fantastica il terreno di medio impasto, fresco e ben drenato.
Il grappolo medio-grande è composto da grandi acini, con buccia spessa, pruinosa, verde giallastra.
Il vino, degustato in purezza, ha colore giallo paglierino intenso e brillante, il sapore richiama la mandorla in contrasto con la nocciola piemontese di quelle zone (un po’ dolce);la sua mineralità produce in bocca un gusto pieno, asciutto e fresco. La sua persistenza ti fa capire che sei al cospetto di un vino bianco in grado di reggere un buon invecchiamento.
Paolo, essendo per sua natura in perenne equilibrio fra sperimentazione empirica, analisi scientifica e molta alchimia , ne ha pensata un’altra delle sue ed io ho avuto il piacere di assaporare una chicca!!! Grazie alle intuizioni di un caro amico specialista di materiali ceramici con il pallino per il vino che ha creato un “anfora sferica” dal nome “Clayver” , avente una studiata percentuale di porosità ( per intenderci, un comportamento simile al rovere, al cemento ed all’acciaio) sta sperimentando per primo una inedita fermentazione e maturazione del vino e noi lo abbiamo assaggiato in anteprima.
A parità di annata il colore i profumi ed il gusto del Timorasso vinificato in Clayver, sono amplificati, nettamente più puliti e bilanciati, rispetto allo stesso vino in vasca di acciaio!!!!
Non mi prolungo su questo punto perché il prodotto non è ancora giunto al termine del suo ciclo e quindi ancora in fase di sperimentazione, inoltre sta al suo ideatore presentarlo nel modo adeguato (mi sento un po’ “la rana dalla bocca larga” a svelare i segreti di altri).
Nella scheda di questo vino alla voce abbinamenti-accostamenti troviamo: antipasti di verdure e pesce, primi piatti di crostacei, formaggi di media stagionatura e carni bianche impreziosite da erbe officinali … ma anche quei gnocchetti alle erbe mangiati in agriturismo a mezzogiorno ci stavano bene!!!
La nostra giornata iniziata alle 10 del mattino è finita a mezzanotte con me, Paolo e mio marito Alessio in cantina seduti sulle cassette in metallo portabottiglie con un bicchiere in mano a raccontarci le nostre vite passate, i nostri sogni futuri e le nostre speranze!!!
Nessuno di noi voleva che finisse questa splendida giornata ma è terminata.
Sapete quelle giornate dove senti che hai ancora tanto da dare ma le ore sono state “poche” e passate velocemente, no?!?
Comunque ho messo in macchina qualche bottiglia da portare in enoteca e non ho dubbi sulla soddisfazione mia e dei clienti!!!
Ho piacere di concludere con la presentazione che Paolo Carlo Ghislandi fa dei sui prodotti:
“Creiamo un vino sincero, dal colore pulito e brillante, ricco di profumi complessi e dal gusto onesto, immediato e persistente, che scatena sensazioni sopite ed emozioni profonde … che nasce ed evolve secondo i ritmi della natura, si affina in bottiglia e viene reso forte ed elegante dal tempo”
CASCINA “I CARPINI” SNC
S.P. 105, n° 1
POZZOL GROPPO (AL)
Tel. 0131/800117





  03  Marzo 2014
Bistrot 64 al Flaminio - Roma
“A Cena col Produttore”, la serata con “I Carpini”

Grandi calici, piatti sorprendenti, conditi con gusto, curiosità e tanti sorrisi. Splendida serata ieri da Bistrot 64, con il primo appuntamento del ciclo ‘A cena con il produttore’, una serie di eventi che vedono protagonisti proprio i produttori, che propongono le loro migliori etichette in abbinamento con un menù appositamente studiato dallo chef Emanuele Cozzo. La prima serata ha visto protagonista un grande produttore dei Colli Tortonesi: Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini che, coadiuvato dal sommelier di Bistrot 64 JeanPierre Reeding, ha realizzato il connubio perfetto tra i piatti e i calici.

La cena è stata una crescendo di emozioni a partire dalle portate in cui Emanuele Cozzo si è Carpini_PiciAlloZafferanodavvero superato, e poi i vini, frutto della filosofia olistica di Paolo Carlo Ghislandi che, con grande professionalità e amore per i suoi prodotti, ha risposto a tutte (e tante!) le domande dei commensali, interessati tanto ai vitigni, ai vini e alle annate proposte, quanto alla straordinaria chimica che veniva sapientemente innescata dal matrimonio d’amore con i piatti.

La serata ha preso il via con un entre’ realizzato con una crema di pecorino romano con una riduzione di sedano e erbe di campo, accompagnato dal ‘Chiaror sul Masso’ 2010, il primo spumante ad essere realizzato solo con uve Timorasso in purezza. Brut di 13%, risultato di una evoluzione in acciaio sulle fecce fini per 18 mesi, è pulito, sapido, con una lunga persistenza aromatica. Grandissimi consensi per l’antipasto: bocconcini di battuta di manzo adagiati su una spennellata di crema di acciughe del cantabrico, croccanti puntar elle condite con olio evo e sale Maldon, con gocce di crema all’aglio. Un piatto apparentemente molto semplice, studiato però nei Carpini_Dessertminimi dettagli, estremamente accattivante e saporito. In accompagnamento un calice di ‘Rugiada del Mattino’ 2010, un blend di Cortese, Favorita entrambi al 45%, con un 10% di Timorasso, che con il piatto trova il giusto incastro tra mineralità e morbidezza.

Suscita grande curiosità il primo piatto: Picio allo zafferano, condito con una salsa alle vongole aromatizzata all’essenza di arancia, nero di seppia, foglie di timo e basilico baby. Riuscito l’abbinamento con ‘Brezza d’estate’ 2010, con uve Timorasso in purezza, una sorpresa per i suoi sentori floreali e fruttati, di buona sapidità, caldo e avvolgente.

Emozionante il secondo piatto: maialino cotto per 14 ore alla temperatura controllata di 74 C°, nappato con il suo fondo, servito con una piccola crocchetta di ostrica e crema al curry, mezzo carciofo alla romana, decorato con germogli di foglioline di mentuccia romana. In accompagnamento un nettare rosso, con la ‘Bruma d’autunno’ 2010, una barbera in purezza, con profumi complessi e generosi, che ad ogni sorso regala emozioni piene, morbide ma allo stesso tempo esuberanti. Davvero commovente l’abbinamento.
Non è finita, perché con il dessert lo chef torna a sorprenderci con un gioco di consistenze e di contrasti: mousse di cioccolato al cardamomo accompagnata da un tuorlo di purea di lamponi dolce e aromatizzata con la gelatina, entrambi ricoperti da un disco di cioccolata croccante. Come la dolcezza riesce ad essere perfettamente stemprata dall’acidità del lampone, creando un gioco di sapori che lascia la bocca piena ma estremamente pulita. Per il calice di accompagnamento torniamo sul ‘Chiaror del Masso’ 2010, a sgrassare completamente il palato.

Un percorso ricco e affascinante che ha coinvolto tutti i commensali in un itinerario del sapore, che ha avuto per compagni di viaggio tre splendidi Ciceroni: lo chef Emanuele Cozzo, il sommelier Jean Pierre Reeding e il nostro produttore Paolo Carlo Ghislandi di Cascina I Carpini.




  04  Febbraio 2014
Premio EcoFriendly

La Guida Vinibuoni d’Italia in collaborazione con Verallia premia l’azienda Cascina I Carpini per il suo impegno nella salvaguardia Ambientale


» Visualizza l'allegato: CASCINA I CARPINI.pdf



  06  Dicembre 2013
Storie del vino - Vignaioli Indipendenti – 2
Si continua con I Carpini, il Brezza d’Estate dai profumi ampi come un campo da calcio, la Barbera fresca e potente del Bruma d’Autunno, le bollicine del Chiaror sul Masso. Il Timorasso tra le mani di Paolo Carlo è un vino di alta levatura.

Il profumo del culatello mi ha colpito immediatamente, sarà che era ora di pranzo, così due barbera, quella de I Carpini e quella di Cascina Garitina, hanno accompagnato un paio di panini.
E poi via con lo Chardonnay di Armin Kobler, un vino profumato e sapido, pulitissimo, una entrée di gran classe per il mio primo FIVI, poi l’indomo sangiovese Riserva 2009 di Marta Valpiani.

Mi vede da lontano, grazie alla sua altezza, uno dei vignaioli che conosco bene, Stefano Papetti dell’azienda De Fermo, il banco pieno di appassionati del suo vino; ragazzi, se proprio devo dire, il suo Cerasuolo è un prodotto di gran classe. Bevetene, mi raccomando con moderazione, ma bevetene.
FIVI_4Si continua con I Carpini, il Brezza d’Estate dai profumi ampi come un campo da calcio, la Barbera fresca e potente del Bruma d’Autunno, le bollicine del Chiaror sul Masso. Il Timorasso tra le mani di Paolo Carlo è un vino di alta levatura.
Il Don Chisciotte di Pierluigi Zampaglione, Fiano in purezza, 2009 e 2011 sul banco e nel bicchiere ad erogare profumi di nocciole, di albicocche, di buccia d’arancia, una ventata d’estate a contrastare il tempo metereologico all’esterno del padiglione. Grande palato, ottima struttura e longevità da grande bianco.
Passo ancora al Piemonte, con le Barbera di Cascina Garitina, la FIVI_10classica Bricco Garitta, una rifermentata in bottiglia (Morinaccio), una da uve appassite (Rugiada). La bottiglia di Villalta senza solfiti aggiunti, mi è piaciuta, è una Barbera più dura, verde, l’acidità che fa capolino e che attende, un vino da lungo periodo.
Ed ancora, il pignoletto di Orsi, anche in versione col fondo, in equilibrio tra morbidezza e freschezza, mettere a tavola con praticamente qualunque cosa e bere, dissetarsi, godere della piacevolezza leggera di questo vino. Niente meditazioni, please.
Che dire poi dei vini della Val d’Aosta di Grosjean.
Una batteria della sua produzione con, a mio avviso, Fumin eFIVI_9 Torrette superiore bottiglie di gran classe, profumi erbacei e agrumati il primo, spezie rosse e nere il secondo. Merita una degustazione a parte, con più tempo per assaporarli tutti. Spero che presto, se Fabrizio Gallino si troverà a passare a Roma per presentare il suo libro Vino in Valle, si possa unire una serata di lettura con una serata di degustazioni.
FIVI_8Il finale è del Prosecco Colfondo Asolo DOCG di Bele Casel, e dove trova il tempo Luca Ferraro per fare un vino del genere, tra fiere e arrampicate in mountain bike, non riesco proprio a saperlo. Profumi, sapidità, freschezza, un vino che deve essere bevuto assolutamente in compagnia di buoni amici e di buon cibo.
Ne scordo alcuni, gli appunti dopo un po’ vanno a farsi benedire e giro tra i banchi per assaggiare, parlare, ascoltare.
Finisco con qualche acquisto, lo zaino è ben pieno di bottiglie ed ho una latta d’olio di Stefano.
Una fiera ben organizzata, comoda la navetta dalla stazione di Piacenza fino alla Fiera, discreto il libretto con le note sugli espositori.
Se proprio vogliam trovare il pelo nell’uovo, sarebbe stato simpatico trovare una tracollina e magari un guardaroba.
Alta la qualità dei vini presentati dai Vignaioli Indipendenti, senza disquisire di solfiti, naturalità o biodinamica; erano vini, fatti con serietà e con tanto lavoro e come tali presentati, ogni produttore come li sa e li vuole fare. Che è poi quel che conta davvero.




  18  Ottobre 2013
Bruno Boveri - Slow Food Piemonte - La Fine del Mondo
Io amo la barbera, è il mio vino, da sempre.

Sì, certo, il nebbiolo, il pinot noir, il merlot, il sangiovese. Grandi vitigni e grandi vini, indubbiamente.

Ma io amo la barbera. Ne avrò bevuto ettolitri, di tutti i tipi e di tutte le zone.

E infatti credevo di aver visto e provato tutto il provabile, e amato tutto, con qualche picco d’amore assoluto. Che altro ancora poteva dirmi di nuovo la barbera?

E poi un anno fa, durante Quater pass per Timurass, capito ai Carpini. Giro per la cantina, assaggio un quantità incredibile di vini buoni e molto particolari, poi Paolo mi versa sto vino nel bicchiere.

E qui il tempo si è fermato. Pensate a un film, a un fermo immagine: io in piedi col mio bicchiere in mano, con l’aria trasognata, in trance… Non so quanto sono rimasto così, senza parole, il naso invaso da profumi sempre più intensi, c’è tutto quello con cui di solito ti inebria la barbera, frutta rossa, ciliegie e fragole, marmellata, spezie, mineralità, ma tutto moltiplicato all’ennesima potenza.

E poi ne ho messo un sorso in bocca e di nuovo tutto è esploso, potenza e morbidezza, persistenza ed eleganza. Insomma, gioia assoluta per la più buona barbera mai bevuta, anzi, come direbbe Nietzche, la più buona “oltrelabarbera” mai bevuta. E davvero Paolo non poteva trovarle un nome più giusto: la fine del mondo…

Provatela e mi direte… ma fate attenzione, dà assuefazione… non potrete più farne a meno.
Io ho fatto un patto con Paolo: che tenga sempre da parte un magnum per me, non vorrei mai rischiare di non trovarla..

Bruno Boveri






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