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 Eventi & News

  01  Dicembre 2010
LaVinium - Recensione


Attenzione! Per chi non lo sapesse o non avesse letto le ultime vicende sulla legislazione vitivinicola italiana, è bene sottolineare questo passaggio: "Imbottigliato all'origine dal viticoltore" può non essere più una garanzia che il contenuto della bottiglia acquistata provenga effettivamente dalle uve di proprietà dell'azienda.



  01  Dicembre 2010
LaVinium - Recensione


Chiudiamo la carrellata con il vino più "anziano", un 2005 ottenuto da sole uve barbera provenienti dal vigneto Riccardo, impiantato nientemeno che nel 1926 e dal 2000 rinnovato con nuovi cloni e infittito fino a raggiungere i 5.000 ceppi per ettaro, cambiando anche il sistema di potatura da guyot a cordone speronato basso. Dall'annata 2005 sono state ottenute 3.243 bottiglie di cui questa è la numero 2611. Per produrre il Bruma d'Autunno viene fatta una selezione dei grappoli migliori, che vengono pigiadiraspati, fermentati in tini di acciaio e parzialmente elevati in tonneaux di rovere francese per circa 14 mesi. Il periodo di affinamento in bottiglia è di 12 mesi, necessario a raggiungere un buon equilibrio e assorbimento del legno.



  01  Dicembre 2010
LaVinium - Recensione


I vini prodotti da Paolo Carlo Ghislandi sono figli di singola vigna (questa si chiama Brigitte), piccoli appezzamenti nei quali sono state impiantate viti selezionate sulla base della tipologia dei terreni, dell'esposizione, della pendenza, della permeabilità e delle infinite caratteristiche che li distinguono. Per questa ragione non potete aspettarvi grandi quantità per ogni tipologia di vino, d'altronde è proprio nella filosofia aziendale produrre vini unici e, per certi aspetti, imprevedibili, volutamente non imbrigliati ma liberi di svilupparsi secondo il loro naturale processo evolutivo.



  01  Dicembre 2010
LaVinium - Recensione






  29  Novembre 2010
Tigullio Vino - Buon vino. Ottenuto da scelte uve timorasso della vendemmia 2008 effettuata in due diversi periodi: la prima parte a fine agosto, la seconda a fine settembre.


Alla vista è brillante, di colore paglierino. Perlage minuto, discretamente continuo e fitto. Al naso si presenta abbastanza intenso, persistente, fine, con netti sentori di mela golden, pera abate e fico bianco non ancora maturo, e lievi d’erbe e fieno di montagna. In bocca è secco, fresco, molto sapido, delicatamente caldo, pieno e continuo, con gradevole fondo amarognolo. Retrogusto: vena sapida, e note fruttata e vegetale.



  29  Novembre 2010
Tigullio Vino - Recensione


Vitigno: Barbera - Bottiglia: 75 cl - Alcol: 12,5% - Lotto: 02/08 - Bottiglie prodotte: 4.133 - Bottiglia n° 2.949



  29  Novembre 2010
Tigullio Vino - Recensione


Vitigni: Favorita (45%), Cortese (45%), Timorasso (10%) - Bottiglia: 75 cl - Alcol: 12,5% - Lotto: 01/09 - Bottiglie prodotte: 1.530 - Bottiglia n° 0114



  29  Novembre 2010
Tigullio Vino - Recensione


Vitigni: Barbera (85%), fFeisa di Chieri (10%), Cabernet sauvignon (5%) - Bottiglia: 75 cl - Alcol: 13% - Lotto: 04/08 - Bottiglie prodotte: 4.657 - Bottiglia n° 1.907



  29  Novembre 2010
Tigullio Vino - Recensione


Alla vista è limpido, di colore rubino carico tendente al granato. Al naso si presenta intenso, persistente e fine, con sentori speziati e fruttati di pepe nero macinato, confettura di piccoli frutti rossi (ciliegia, mirtillo, ribes nero e mora) e lievi di balsamico, vegetale e vaniglia. In bocca è secco, fresco, molto sapido, caldo, ancora astringente, pieno ma snello, persistente, con fondo amarognolo. Retrogusto: vena sapida e tannica, e note speziata, fruttata, vegetale-balsamica e goudron.



  10  Novembre 2010
Paladar - Al naso avverti un bel gioco tra note lievi di lieviti e fiori, che ti lascia, dopotutto, ben sperare.


Ammetto di aver atteso qualche tempo in più del previsto, ma è che sono ritardatario cronico Vabbè, non è proprio così, la verità è che la bevuta non mi ha esaltato più di tanto. E poi, l’aver letto la pletora delle cronache 2.0 in merito aveva solo aumentato i miei dubbi… Parlarne, però, direttamente con Paolo Carlo Ghislandi, il vulcanico produttore di Cascina i Carpini, ha permesso di schiarirmi le idee:con l’onestà e la passione che lo contraddistinguono ha candidamente ammesso che il primo a non esser contento del tutto è lui. Sia chiaro, si tratta d’un esperimento effettuato utilizzando un vitigno difficile ma già ben coniugato da Paolo in versione ferma:fresco e minerale, con l’alcol che seppur presente non sovrasta la beva, anzi ne sorregge le note morbide. Ma sono certo che chi lo ha prodotto abbia già raccolto la sfida





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